Lo strano caso del libro digitale accessibile

bozza

Il contesto di questa strana avventura è la legge 9 gennaio 2004, n. 4, detta Stanca, e il suo art. 5.

Questo articolo dice:

Art. 5.

(Accessibilità degli strumenti didattici e formativi)

1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

2. Le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche prevedono sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

La legge prevede per la sua attuazione la creazione di una serie di decreti.

Orbene, il decreto relativo ai libri di testo digitali accessibili è, dopo un lungo percorso, finalmente giunto ai ministeri competenti per la necessaria firma. Mancava un attimo, era fatta, ma qualcuno ha pensato bene di bloccarlo. La cosa stupefacente è che a bloccarlo è stata l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha scritto una lettera al sottosegretario Magnolfi. Non ha pensato di discuterne o di chiedere maggiori informazioni, no, si è rivolta direttamente alla politica. È evidente la volontà di fare il maggior danno possibile.

Lascia veramente perplessi il contenuto della lettera, poiché non viene sollevato alcun problema di tipo realizzativo o tecnico, ma soltanto una serie di rimostranze senza alcun fondamento pratico.

Il testo della lettera è disponibile a <http://www.uiciechi.it/Newsweb/News/TestoNews.asp?id=1116>.

Mi sono divertito a farne un’analisi, e rimuovendo le parti generiche del tipo “ci è voluto troppo tempo”, “è stato troppo semplificato”, “non si sa come verrà accolto dagli sviluppatori” e amenità di questo genere, quello che resta di concreto (la ciccia) è pari a nulla… tutto si risolve in una serie di presunzioni e richieste che nulla hanno a che fare con il libro digitale accessibile.

Metà del testo richiede di inserire in questo decreto anche quello sull’e-learning, il cui testo è disponibile su pubbliaccesso da tempo. Si tratta di una proposta così mal concepita che spero ardentemente non diventi mai decreto. Ma a parte questo, che è soltanto una mia opinione, non potevano dirlo prima, visto che facevano parte anche del gruppo di lavoro che ha stilato i requisiti per il libro digitale accessibile?

Il resto della letterà è altrettanto vago e inconcludente, teso soltanto a sollevare dubbi e a esprimere opinioni invece che proporre veri argomenti di discussione. Alla fine si conclude così:

In conclusione, ritengo che ciò che sarebbe utile si può così riassumere:
(1) Che il presente decreto possa essere modificato includendo i documenti elettronici in generale (magari modificando il comma 4 dell’articolo 2 (requisiti tecnici);
(2) Far presente la necessità di rivedere il DM 8 luglio 2005 per potervi includere anche icasi di e-learning, o in alternativa aver quanto prima un nuovo decreto per questa metodologia di formazione a distanza.
(3) Decidersi a definire una convenzione concreta che garantisca la fornitura dei libri informato elettronico da parte delle case editrici.

Quindi la richiesta di una modifica radicale del decreto, includendo argomenti che richiederanno perlomeno altri due anni per essere resi in forma compiuta (ammesso che qualcuno abbia voglia di prendersi ancora cura dell’argomento), quando il libro digitale accessibile era sul punto di diventare realtà. Ora, quando qualche genitore si lamenterà giustamente del fatto che suo figlio, disabile, non dispone di libri adatti, che possano essere gestiti con le tecnologie assistive, potete rispondere che si era a un passo ma UIC ha bloccato tutto perché nel decreto mancava l’argomento e-learning, che coi libri non c’entra nulla, l’UIC vuole che non solo i libri, ma bensì qualsiasi materiale (comprese fotocopie e appunti, leggere il testo originale per verificare coi propri occhi) prodotto nelle scuole sia regolamentato (dimenticando il fatto che la legge Stanca non può regolamentare questi materiali perché funziona solo sui contratti e che quindi si tratta di una benemerita stronzata, frutto delle ideologiche fette di salame sugli occhi), e l’UIC non sa che addirittura gli editori hanno già inserito nel proprio codice deontologico il rispetto dell’accessibilità e delle norme della legge Stanca, fin dall’anno scorso <leggi: codice deontologico di autoregolamentazione dell’AIE>.

Non sanno nemmeno che esiste già una repository di tutti i libri che avrebbero dovuto essere soggetti al decreto, frutto di un accordo già creato fra MIUR (ora Ministero della Pubblica Istruzione) e AIE.

<http://www.adozioniaie.it/>

Di conseguenza, a cosa serve questa iniziativa? a nulla, se non a ritardare ulteriormente il cammino del libro digitale accessibile. Era fatta, si era a un passo, ma l’arroganza di questi individui ha ucciso ancora una volta l’accessibilità, con la cecità della violenza fine a se stessa, come nelle peggiori occasioni.

E che questo venga dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mi pare, ovviamente, particolarmente grave e argomento su cui riflettere.

Inoltre, si insiste con questo discorso sugli editori “cattivi” che non sarebbero disponibili e/o capaci di fornire materiali accessibili. È talmente poco vero che l’Associazione Italiana Dislessia nel frattempo (e meno male, visto che i tempi con queste iniziative si allungheranno ancora di più) autonomamente ha chiesto e ottenuto da molti editori attivi nella scolastica la possibilità di poter fruire di numerosi libri di testo in forma digitale.

Viene spontaneo chiedersi come mai UIC non faccia o abbia fatto la stessa cosa fino ad ora. Certo che è una situazione perlomeno originale: l’Associazione Editori Italiani aggiunge al proprio codice di comportamento norme sull’accessibilità dei prodotti editoriali con specifico riferimento a Stanca e UNI, l’Associazione Italiana Dislessia fa accordi diretti con gli editori e ottiene quanto richiede e qui ancora si sta ad insistere che il problema è fare un accordo con gli editori. E anche in forma perentoria:

(3) Decidersi a definire una convenzione concreta che garantisca la fornitura dei libri informato elettronico da parte delle case editrici.

Uè te, deciditi… detto al sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella P.A.? mah.

Ulteriori elementi di discussione e materiali sono qui: <http://groups.google.it/group/listavista/t/95d27205e20364ec>

Cosa ne pensa un’insegnante:
<http://maestraanna.iobloggo.com/archive.php?eid=249>

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2 pensieri su “Lo strano caso del libro digitale accessibile

  1. da Osservatorioweb:
    http ://it.groups.yahoo.com/group/osservatorioweb/message/5590

    Penso una volta per tutte che non puoi che avere ragione. Ho letto. Plaudo ed
    approvo incondizionatamente.. Sembra proprio che qualcuno debba necessariamente
    anteporre e far valere la presunta legale rappresentanza o tutela morale e
    materiale dei disabili visivi, come purtroppo dicono ed è ancora scritto negli
    statuti. Cosicchè si sentono in dovere di argomentare e dire l’ultima parola
    aggiungendo ancora carne al fuoco anche quando già sostanziose porzioni
    potrebbero finalmente essere servite.
    Cordialmente.
    Luigi

  2. Pingback: Libri di testo elettronici accessibili | biroblu

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