Web d'autore

Web d’autore è una collana di Pearson Education Italia, dedicata agli standard, l’accessibilità e il Web design con gli standard. Collaboro con questo editore nella scelta e la realizzazione di alcuni titoli selezionati con ben in mente i criteri che orientano la collana. A oggi sono usciti otto libri, che spaziano dal markup ai CSS, JavaScript, Web design, accessibilità. Proverò, se mi riesce, a scrivere delle recensioni di questi volumi, arricchendole con contributi degli autori stessi.

Intanto, qui di seguito la prefazione che a suo tempo ho scritto per la seconda edizione del fondamentale libro di Zeldman.

Prefazione alla seconda edizione italiana (J. Zeldman, Progettare siti Web standard)

Parlare di web standard produce quasi automaticamente dei risultati curiosi negli interlocutori: se si tratta di sviluppatori, un prurito irrefrenabile sembra contagiarli. Se invece l’argomento viene posto a dei designer, si può passare dagli sguardi di compassione (cosa vuoi capirne tu delle esigenze del design) alla rissa più furibonda, per fortuna quasi sempre via web, in qualche newsgroup dedicato.

Ancora più accese le reazioni se si parla di accessibilità, altro argomento “caldo”, e quasi ferale se web design e accessibilità vengono coinvolti entrambi. Cose da duello.
Eppure, in entrambi i casi si tratta di aspetti che migliorano la qualità del lavoro del designer, rendono più semplice la gestione degli aggiornamenti delle pagine del sito, il codice prodotto è migliore, adatto a qualsiasi tipo di browser e periferica, di ieri (quasi), di oggi e del futuro. I siti standard vengono indicizzati in modo migliore dai motori di ricerca e ottengono ranking più elevati. Google addirittura dedica diverse pagine ai webmaster, con consigli pratici che ricalcano alla lettera le indicazioni dei web standard.

Perché questa difficoltà allora?
Zeldman, tre anni fa, nella prima edizione di questo libro affermava che il 99% dei siti sul web era obsoleto, e riconferma questo concetto. Non è un particolare secondario: il WaSP, di cui Zeldman è co-fondatore, è il gruppo che ha coniato il termine “web standard” allo scopo di rendere maggiormente efficaci e più visibili le specifiche che il W3C chiama “raccomandazioni”. Ha funzionato, tanto che oggi si identificano le raccomandazioni del W3C con il termine web standard. Però, come mai vengono così poco applicate?
Web standard e accessibilità dei siti sono argomenti molto contigui, poiché molteplici tecniche dello standard WCAG si appoggiano al markup per ottenere l’effetto sperato, ovvero rendere i contenuti dei siti indipendenti da particolari configurazioni e/o periferiche permettendo a qualsiasi utente di consultarli, a prescindere da browser e dispositivi utilizzati per navigare (screen reader, barre Braille, altri ausili). I motivi per usare e diffondere gli standard sono parecchi, e a vantaggio di tutti, sviluppatori e utenti. Quindi perché non diffondere e utilizzare questi standard?
Le possibili risposte sono molte, di vario livello e motivazione. Fra le tante difficoltà per quello che riguarda il nostro web, forse una fra queste è la mancanza di libri autorevoli e in lingua italiana, capaci di indicare delle nuove rotte che siano non soltanto ineccepibili tecnicamente, ma anche di apertura e pensiero. Sì, l’inglese può essere un problema, soprattutto quando è necessario che l’argomento sia spiegato e compreso non soltanto tecnicamente.
Hai un bel dire “separare i contenuti dalla presentazione” se non spieghi perché, che cosa significa. Per farlo, non basta un listato.
In effetti, a fronte di molti manuali XHTML/CSS più o meno di base, piuttosto datati ed esclusivamente a scopo copia/incolla il codice, non sembra esserci molto a disposizione degli sviluppatori italiani.
È anche per questo motivo che abbiamo deciso ha deciso di proporre questo e altri libri al pubblico italiano, con un filo conduttore importante: web standard e qualità dei contenuti.
In effetti il programma è ambizioso. Oltre a questo libro, per il 2007 sono stati programmati altri titoli da tradurre importanti come The Best Pratice Guide to XHTML & CSS di Patrick Griffiths (quello di HTML Dog), PPK on JavaScript di PeterPaul Koch, Transcending CSS di Andy Clarke. Inoltre, non mancherà la nuova edizione di Bulletproof Webdesign di Dan Cederlholm e il suo compare Bulletproof Ajax.
Una collana impegnativa, che riunisce libri di approfondimento su aspetti essenziali dello sviluppo web standard. Speriamo in questo modo di riuscire a offrire a sviluppatori e designer italiani strumenti che permettano quella crescita e alimentino quel dibattito di qualità che tutti auspichiamo possa diffondersi.
Un po’ già si vede, ma ci vuole ancora una piccola spinta. Questo sarà il nostro contributo, iniziato l’anno scorso con un altro classico: Cascading Style Sheets – Guida Pratica, di Bert Bos e Hakon Wium Lie.

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3 pensieri su “Web d'autore

  1. La selezione dei titoli della collana è ottima, complimenti. Già da sola, la scelta del libro di Andy Clarke vale l’esistenza dell’operazione: è uno di quei libri che sembra parlare di codice e invece è un manuale di progettazione completo e fonte di ispirazione per chiunque si voglia avvicinare al web design. In quest’ottica, forse qualcuno dovrebbe assumersi l’onere di ri-pubblicare il primo fondamentale libro di Zeldman.

  2. Bravi. devo complimentarmi per avermi fatto comperare i libri in italiano che dopo averli letti, non mi abbiano fatto imprecare i soldi spesi(soprattuto la traduzione). Faccio i miei complimenti per i libri comperati da me, in ordine:
    1)Designing with web standards1°ed
    2)Designing with web standards2°ed
    3)The Best Pratice Guide to XHTML & CSS
    4)PPK on JavaScript
    5)Transcending CSS
    6)Python Prasebook – Brad Dayley
    7)Javascript Prasebook – Cristian Wenz
    ma devo anche farvi una tirata di orecchi(;-)).
    Credo che avete dimenticato(in buona fede) un altro libro che andrebbe tradotto assolutamente(anche se avete pubblicato Bulletproof Ajax)che è Dom Scripting di Jeremy Keith.
    Nonostante tutto di nuovo bravi e auguri per i prossimi lavori. Continuate cosi!

  3. Grazie @rchie. Sai, fra quello che si vorrebbe fare e quello che si può c’è sempre tanta differenza e fare le versioni italiane dei libri costa un sacco di soldi, il mercato è piccolo e ci sono molti vincoli da rispettare. Dom Scripting era certamente un pretendente, ma l’editore ha imposto o uno o l’altro. La scelta è andata a Ajax, che forse aveva maggiori possibilità di vendita. Con possibilità di vendita intendo magari si riusciva ad andare pari… posso dirti che per esempio un capolavoro come il PPK ha avuto vendite decisamente deludenti. Chettedevodì…

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