Scuola, libri… che durino almeno 5 anni e digitali

maestraVoto in condotta, maestro unico, che nostalgia. Me la ricordo ancora la mia maestra, e anche un maestro che a fine anno ci regalava dei libri. Così il Decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” porta con sé, per quelli della mia età, un po’ di nostalgia. Eh, le maestre di una volta…

Se ti facevi la pipì addosso ti aiutavano senza timore di passare per pedofile.

Se piangevi un po’ ti consolavano senza darti il Tavor o qualche altra droga.

Ma c’è qualcosa che mi incuriosisce ancora di più (io ho qualcosa con il 5, l’ho sempre saputo):

Art. 5.

Adozione dei libri di testo

1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche’ le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispettodelle disposizioni vigenti.

Accidenti che botto. Commento dell’Associazione Italiana Editori (Aie): Enrico Greco, presidente del Gruppo Editoria scolastica dell’Aie ha letto “con raccapriccio” l’articolo 5 del dl. “Senza nessuna consultazione del settore il ministro Gelmini ha deciso di bloccare per 5 anni le adozioni dei libri di testo, ignorando i costi sociali altissimi che ne deriveranno. Se ne assume ogni responsabilità”.

Ebbè.  Cerco di mantenere un contegno ma mi viene molto ma molto da ridere.

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8 pensieri su “Scuola, libri… che durino almeno 5 anni e digitali

  1. la conseguenza potrebbe essere un aumento esorbitante del costo dei libri. Certo che il commento di Greco ne svela inequivocabilmente la malafede. Speriamo bene. Intanto ho appena saputo che anche quest’anno farò lezione in una scuola superiore … per la mia salute mentale spero davvero che il sette in condotta funzioni 😉

  2. Pingback: Ma come si legge un e-book? | Cambio il web - il blog

  3. Libro di Ilaria Rabusin
    Titolo: Ho gettato la spunga

    Al centro di Ho gettato la spugna c’è il tema del giorno: nella scuola elementare vanno bene i moduli con tre o più insegnanti che si suddividono i compiti nelle tre aree fondamentali cioè italiano, matematica, antropologica o è meglio ritornare al maestro prevalente che oggi viene erroneamente chiamato unico?
    Pur scritto ai tempi del governo Prodi, il libro di Ilaria Rabusin sembra anticipare i temi del ministro Gelmini. Quello di Ilaria Rabusin è un libro forte, appassionato e, in certi momenti, graffiante e polemico, scritto da una maestra triestina che lo scorso anno, non appena maturato il diritto alla pensione, ha lasciato la scuola elementare con tanta amarezza dentro e con altrettanta nostalgia per i suoi scolaretti e per il loro vociare continuo come uccelletti nelle albe di primavera.
    Lo sfogo della maestra si apre con il capitolo Confessioni di una vetero maestra chioccia che è la spavalda rivendicazione della figura canzonata e aborrita dall’odierna pedagogia italiana della maestra mamma chioccia e altresì tuttologa, quella che la riforma modulare ha voluto cacciare dalla scuola.
    La prima parte del libro, Riforma dopo riforma, ricostruisce il percorso pluridecennale che ha portato alla macchinosità organizzativa, al burocratismo, alla spersonalizzazione del rapporto educativo che caratterizza oggi la nostra scuola elementare.
    Poi, nella seconda parte intitolata non a caso Dalla parte dei bambini, la maestra Ilaria, rievocando tanti episodi prossimi o remoti della sua carriera, penetra nella mente e nel cuore dei suoi scolari, interpreta i loro bisogni e i loro turbamenti, convinta del principio ereditato da sua madre, maestra, tanti anni fa della scuola Foschiatti che i problemi dei piccoli non sono mai piccoli problemi.
    Compito di una buona maestra, prima ancora di insegnare a leggere, scrivere e far di conto, è di mettersi in sintonia con ciascuno dei bambini che le vengono affidati e di stabilire un rapporto reciproco d’affetto e di fiducia. Altro che schede quotidiane di verifica degli apprendimenti!
    Ho gettato la spugna è un libro che non lascerà indifferenti i suoi lettori, susciterà reazioni di rigetto o convinte adesioni e, come è naturale, molte polemiche. Alcune pagine faranno ridere, altre provocheranno una sincera commozione. Ci sono poi taluni episodi, raccontati con felice vena narrativa, destinati a restare indelebili nella memoria dei lettori.

    Uff. stampa
    mjm editore
    http://www.mjmeditore.com

  4. Salve a tutti i lettori di questo blog.
    Riguardo al libro “Ho gettato la spugna” di cui si parla nel commento del 22 sett’08, io l’ho comprato e mi è piaciuto molto. Io ho una bambina di otto anni e giornalmente mi trovo a combattere con le maestre, ad esempio, che pretendono di interrogare anche se non hanno spiegato niente. Mia figlia ha i quaderni di italiano (perchè sono più di uno), completamente bianchi, intonsi…..ne deduco che la maestra se ne frega altamente, direi…..Il libro, dicevo, mi è piaciuto e l’ho consigliato ad alcuni miei amici che hanno bimbi in età scolare. C’è anche un blog che riporta alcuni significativi capitoli del libro. Per chi fosse interessato il blog è http://www.ipupazzivostri.splinder.com/.
    Grazie.

    Gianni

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