Zombie

Zombie all'attaccoVe la ricordate quella bella canzone dei Cranberries? In your head, in your head, zombie, zombie, zombie,
Hey, hey, hey. What’s in your head, In your head, Zombie, zombie, zombie? Hey, hey, hey, hey, oh, dou, dou, dou, dou, dou…

Mi riprendo subito, per ora sto ridendo piuttosto dopo aver letto un post dello Scano, Accessibilità, il ritorno degli zombie? Roberto ipotizza (ma mica tanto) che dietro ad alcune iniziative di questi ultimi giorni prima del Big Bang si celino degli zombie, strani personaggi che si autonominano guru e massimi esperti di questo e quell’altro, da soli e reciprocamente ovviamente, onanismo a mille e senza aver fatto nulla che non sia costituito da chiacchere, disprezzo per il lavoro degli altri, falsità, vere e proprie diffamazioni, persone che a distanza di anni ancora stanno discutendo di cose superate e vecchie e da lì non si scollano.

Organizzano anche conferenze e seminari, in cui in tre ore si esaurisce tutto lo scibile dell’accessibilità compreso tavola rotonda e dibattito coi presenti. Presenti zero, ovviamente.

Mi chiedo sinceramente come sia possibile, ma in questo mondo succedono tali e tante cose che anche questo non deve stupire. Però, fra tutti i dibattiti che si sono svolti negli anni passati su questi argomenti sulla mitica lista di discussione Webaccessibile, su uno devo concordare con questi personaggi: l’accessibilità costa. Cazzo se costa. A me personalmente è costata un patrimonio. Fra viaggi e giornate non retribuite, avanti e indietro da Roma per partecipare a “gruppi di lavoro” certo importanti, ma aggratis… Impegno quotidiano, divulgazione, partecipazione a convegni, corsi gratuiti, consigli, ore spese del tutto gratuitamente. Per anni. Se faccio il conto esce una cifra.

Lo rifarei? Sì, immediatamente. Da un punto di vista economico ci ho certamente rimesso, ma ho conosciuto, lavorato e condiviso passioni con persone stupende. Sarà mica questo il succo dell’accessibilità? Zombie, tornate alla vita, smettete di discutere sulla punteggiatura del quinto capoverso del paragrafo due.

Gli zombie? Mi fanno ridere, lo confesso. Sono anni che fanno così, cosa vuoi farci, se uno è zombie resta zombie. Sarebbe come se io pretendessi di diventare bionda, impossibile.

Oh, Marco non ha fatto a tempo a chiedersi se l’accessibilità è morta che sono usciti gli zombie. Certo che fa riflettere una cosa così. Intanto per precauzione mi dò una grattatina, poi vedremo.

What’s in your head, In your head, Zombie, zombie, zombie?

Annunci

Un pensiero su “Zombie

  1. Pingback: Forse l’accessibilità non è ancora finita | Semplicemente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...