Libri digitali accessibili: ma cosa sono?

Per una serie di contrattempi il video che ho realizzato per il laboratorio “Libri digitali” di Handimatica 2008 non è stato presentato. Sono molto contrariato, non lo nego, anche perché fra i motivi di questa scelta dell’organizzazione il coordinatore del laboratorio mi ha scritto: “Noi attendevamo la sua presenza al laboratorio” e “Infatti la presenza fisica del relatore è indispensabile per la sessione di domande”. Questo nonostante nel programma dell’intervento ci fosse scritto fin dall’inizio “Tutti ne parlano e nessuno la fa (contributo videoregistrato), Livio Mondini – Esperto di editoria e di accessibilità”. Ne è seguito uno scambio di email analogo a quello occorso nel caso “Webagencies le tragicomiche“, che anche in questo caso eviterò di riportare.

Ma li trovo tutti io?

Sarò malizioso, ma secondo me il video lo hanno visto e dopo averlo fatto hanno deciso che era meglio non mostrarlo. Ancora oggi accessibilità è sinonimo di assistenzialismo, non si tende all’autonomia dell’utente ma a gestirlo, a creare dipendenza. Venghi, venghi signor disabile, che ci penso io a lei. Più disabili, più fatturato. Vergogna. Nel filmato invece viene negata la necessità di questo atteggiamento pietistico e l’inutilità fondamentale di quelle associazioni che lucrano sulla creazione di “libri accessibili”, termine all’interno del quale viene collocato di tutto, duplicati all’inverosimile e di qualità del tutto aleatoria. Non so se lo sapete, ma sono milioni di euro a carico del contribuente. Inoltre, dimostro praticamente l’infondatezza totale di alcune leggende metropolitane come “un file txt è accessibile“, “gli editori hanno già il file digitale pronto da usare“, “il futuro è il txt“, e via con amenità varie. Troppo scomodo per qualcuno.

In ogni caso, può benissimo essere che invece non siano riusciti davvero, come sostengono fra le altre cose, a scaricare il file. Non so se è preferibile questa ipotesi o la precedente: possibile che in una manifestazione che si presenta come “Mostra Convegno Nazionale – Tecnologie per la qualità della vita” non ci sia qualcuno in grado di scaricare un file o di fare una telefonata e dirmi guarda che non riesco, che devo fare? Mah. Peccato che fra i presenti al laboratorio ci fossero almeno un paio di persone che il file l’avevano già scaricato (e visto) dallo stesso link. Ri-mah.

Gli argomenti trattati erano secondo me interessanti. Invece che i soliti discorsi e bla bla, una dimostrazione pratica eseguita con Word, Quark XPress e Acrobat su come funziona l’accessibilità nei file XHTML, doc, PDF mostrando cosa accade nelle API MSAA quando nel documento vengono incluse o meno determinate caratteristiche, prima fra tutte la struttura.

Che cosa rende accessibile un libro digitale? Non è il formato, sono le sue caratteristiche. Un file txt è quanto di più lontano possa esistere da un libro digitale accessibile, così come non è un libro digitale accessibile un libro parlato. Inutile parlare di PDF, ODF, XHTML, XML se il file non è fatto in un certo modo. Il formato di distribuzione che hai scelto permette di rispettare le caratteristiche necessarie? Ok, è quello giusto.

Se qualcuno fosse interessato a capire come, perché e quando un libro digitale può essere definito accessibile, è possibile scaricare lo zip dell’intervento video (è grosso 115 mega e dura circa mezz’ora, gentilmente ospitato da Diego La Monica). Dopo aver decompresso lo zip, nella cartella sarà disponibile il file HTML che lancia il filmato (Libri digitali accessibili.html), oppure è possibile visualizzarlo nel Flash Player facendo doppio clic su “libri digitali accessibili.exe”.

È necessario un monitor a risoluzione almeno 1024×768, perché ho catturato l’interfaccia dei programmi utilizzati e l’area necessaria è ovviamente ampia, ulteriori compressioni causano un decadimento inaccettabile della qualità video del filmato. Ho notato che l’audio, estremamente compresso per contenere le dimensioni, ogni tanto mi fa la voce da Paperino. Abbiate pazienza, l’importante è che si capisca.

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8 pensieri su “Libri digitali accessibili: ma cosa sono?

  1. Sono davvero incredulo nell’apprendere che il tuo video non è passato. Quel giorno ero li ma non ho fatto in tempo a seguire il laboratorio. Mah.. che dire, forse le tue idee sono davvero scomode per qualcuno.

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