PDF accessibili in batch

Come in batch? Prendo un quintale di PDF, agito la bacchetta magica, vado a fare un giro e quando torno automaticamente i miei file sono diventati accessibili? Eh, magari. L’accessibilità non può essere una procedura completamente automatica, un software non possiede la capacità di analisi di un umano (per fortuna?).

Il parser cercherà di derivare la logica dalla grafica, così come è stato programmato: quindi, se un testo è più grande del resto del testo, probabilmente è un titolo. Un’immagine è abbastanza facile da individuare, e se davanti a dei blocchi di testo consecutivi ci sono dei simboli o dei numeri probabilmente si tratta di elenchi puntati e numerati.

Probabilmente.

Quindi ciccia? No, qualcosa si può fare. Una delle caratteristiche più efficaci e sottoutilizzate di Acrobat Pro sono le sequenze batch, ovvero comandi da eseguire in sequenza su un file, più file, una cartella piena di PDF.

Acrobat dispone di alcune sequenze batch predefinite, ma nulla vieta di creare sequenze ad hoc. Poiché le sequenze eseguono i comandi disponibili nei menu di Acrobat, e visto che in Acrobat esistono comandi dedicati all’accessibilità, perché non sfruttarli?

  1. In Acrobat Pro, selezionate Avanzate > Elaborazione documento > Elaborazione Batch. Comparirà una finestra di dialogo che mostra le sequenze predefinite.
  2. Fate clic sul pulsante Nuova sequenza. Date un nome alla nuova sequenza e fate clic su Ok.
  3. Fate clic su Seleziona comandi nella finestra di dialogo Modifica sequenza batch, e aggiungete i comandi Rendi accessibile e Controllo accesso facilitato.
  4. Definite le opzioni di output come preferite, e fine. La vostra sequenza è pronta da applicare a tutti i PDF che vorrete.

Ovviamente, questo risolve soltanto e quando possibile le necessità tecniche dell’accessibilità, però è un bel passo avanti quando si ha a che fare con una bella quantità di PDF.

acrosequenze

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6 pensieri su “PDF accessibili in batch

  1. E’ vero che gli strumenti automatici non sono mai affidabili al 100%, però IMHO si può dare una mano ad Acrobat scrivendo dei documenti come andrebbero scritti, ossia separando presentazione da contenuto.
    Ad esempio in Word questa operazione si fa tramite il “visualizza struttura”: si dà appunto la struttura, la semantica del documento differenziando i titoli dai sottotitoli dai paragrafi ecc. Poi la presentazione si decide dal pannello stili, associando ad ogni elemento una formattazione, nè più ne meno come si fa con i CSS nei documenti HTML.
    Morale della favola? A parte l’indubbio vantaggio di cambiare aribitrariamente con un click l’aspetto di tutti gli elementi del documento, quando converto in pdf con Acrobat il documento finale avrà già i segnalibri secondo l’abero dei contenuti di Word.
    Comodissimo e fichissimo…
    Accessibile? Dovrei fare delle prove, ma penso proprio di sì.

  2. Ciao Cheope, quello che dici è vero e ne ho parlato più volte, e scusa ma per i lettori di questo blog è scontato che sua così. Però qui la situazione è un po’ diversa: ho centinaia di PDF, nessuno creato come si dovrebbe e che faccio?

  3. Scusami tu se ho detto un’ovvietà, ma è da poco che ho cominciato a seguirti.
    Riguardo la tua domanda retorica, è ovvio che tu hai già spiegato esaurientemente l’unica soluzione esistente ad oggi per lavorare su decine di files. Va comunque sottilineato che un “Rendi accessibile” eseguito in batch su una pila di documenti che di fatto non vedi neanche aperti non può essere garanzia di accessibilità. Ops, ma l’hai già detto tu nell’incipit del post, vero?
    Quindi lascio proprio perdere. D’ora in poi non commenterò più per non rischiare di dire cose già dette e sporcare il tuo blog con interventi inutili, lo giuro.

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