Diventare editori elettronici accessibili

Bè, fra i settori dove l’Italia fa la sua bella figura c’è l’accessibilità. I lavori svolti dai vari gruppi costituiti allo scopo di produrre normativa riguardo i siti Web hanno raccolto grossi consensi anche a livello extra-nazionale, e il lavoro di AIE nell’ambito del progetto ProAccess (finanziato dalla Commissione Europa nell’ambito del programma eLearning) ha avuto dei bei riconoscimenti da parte della commissione europea. Sono ancora in fase di discussione le linee guida e i modelli di licenza che regolamentino i rapporti contrattuali tra i vari attori della filiera (autori, editori, fornitori di servizi, organizzazioni che si occupano delle conversioni, utenti finali), ma è comprensibile un certo ulteriore dibattito su questi argomenti (che, lo ricordo, riguardano l’intera Comunità Europea, non soltanto l’Italia).

A un certo punto del processo di sviluppo di ProAccess, sono stato coinvolto da AIE nello stesso per la verifica delle Linee Guida, per lo svolgimento di un corso dedicato agli editori che intendono realizzare libri digitali accessibili, per la preparazione di un courseware e relativi materiali dedicato allo svolgimento di giornate di formazione in aula.

Nel frattempo sono successe molte cose, non ultime la pubblicazione del DM 30 aprile 2008, l’art. 15 del Decreto Legge 133/2008, e altri avvenimenti di questo calibro. Mica da ridere, eh.

Nel Marketplace di Innovascuola cominciano ad apparire alcuni libri digitali, e se ne sente parlare sempre di più, ma guardando con occhio tecnico alcuni materiali presenti risulta evidente che il tentativo c’è ma il “come fare” è ancora piuttosto sconosciuto (è abbastanza ovvio, a chi mai sarebbe venuto in mente che un giorno ci saremmo trovati a parlare di questi argomenti? Inoltre, per i web designer: uno dei problemi più evidenti è la assoluta incomprensione di quella che in ambito Web viene chiamata “semantica degli elementi”. Cioè, tanti bei p e niente altro. Consiglio: cominciate a imparare a usare Indesign, per esempio. Vi si potrebbero aprire ulteriori possibilità lavorative. È uno dei problemi più grossi per gli editori: non ci sono competenze, i testi vengono impaginati a “tag soup”, tanto per capirci).

Per questo motivo ho deciso di rendere disponibili per il download le tracce, o le bozze se preferite, del courseware che ho realizzato per ProAccess. Il materiale è organizzato in quattro parti, e pensato per essere svolto in aula. Non si tratta quindi di un libro, ma di una guida per un ipotetico tutor che svolge un corso. Ritengo però che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con word processor, programmi di desktop publishing e HTML potrà fruirne autonomamente.

Nello zip sono presenti 4 cartelle, ognuna dedicata a un argomento (sono presenti file di Word, immagini, materiali per gli esercizi). Ricordo nuovamente che si tratta di una bozza, poco impaginata.

La parte 1, Comprendere l’accessibilità, parla di:

  • Comprendere l’accessibilità
  • Definizioni
  • Cosa si intende con la parola “Disabile”?
  • Linee guida e legislazione
  • Tecnologie assistive
  • Gli ausili tecnologici
  • Analisi delle necessità e loro comprensione
  • Metodi di risoluzione
  • Strumenti di simulazione
  • Test con utenti
  • Il Design for All come metodo di progetto
  • Ma quanto mi costa?
  • Uno sguardo sul futuro

La parte 2, L’accessibilità dei documenti elettronici, parla di:

  • Cos’è un documento elettronico accessibile?
  • Esempi di documenti
  • Problematiche generali
  • Livelli di azione dell’accessibilità
  • Comprendere cosa si intende per struttura: come è fatto un documento per un computer
  • Altre opzioni: il markup
  • Il markup: lezioni dal Web
  • Tipologie e formati
  • Formati standard
  • Perché uno standard?

La parte 3, Documenti elettronici accessibili: come fare, parla di:

  • Capire ed usare gli stili di paragrafo
  • Esercizio 1: stili di paragrafo e struttura in Word
  • Esercizio 2. Struttura in Indesign
  • Esercizio 3. Creare PDF con tag da Indesign
  • Esercizio 4. Creare versioni XHTML da Indesign
  • Approfondimento: un passo importante. Separare i contenuti e la loro struttura dagli elementi di presentazione
  • Come è fatto un documento per un computer
  • Il flusso dei contenuti e la concatenazione del testo
  • Navigazione di un documento: link e ancore
  • Creare un sommario navigabile in Indesign
  • Creare ancore di ritorno al sommario o a particolari aree del testo
  • Ingrandimenti che funzionano
  • Creare libri a carattere ingrandito con doppia numerazione di pagina
  • Strategie di progettazione editoriale accessibile

La parte 4, Verifica e correzione degli errori, parla di:

  • Verifica dell’accessibilità di un file PDF
  • A partire da un PDF da stampa prodotto senza tenere in alcun conto le tecniche descritte nella Parte Terza
  • Formati di distribuzione
  • Produrre una versione XHTML a partire da un file PDF con tag

Ricordo che il materiale che scaricherete sarà pubblicato nell’ambito di un progetto europeo, è soggetto a copyright e non può essere utilizzato a scopo di lucro. Inoltre, i file contenuti nello zip non sono né esaustivi dell’argomento né completi. Rendo pubblica questa parte del lavoro (la prima bozza) perché la vorrei sottoporre a discussione, comprenderne limiti e pregi, avere qualche suggerimento per migliorarlo.

Facendo clic sul link di download del file, accettate implicitamente la licenza Creative Commons seguente:
Editoria Elettronica Accessibile by Livio Mondini is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License. Based on a work at http://www.biroblu.info
.

Accetto le condizioni della licenza di distribuzione succitata e scarico courseware (file zip, 13.655 kb) impegnandomi a rispettarle.

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15 pensieri su “Diventare editori elettronici accessibili

  1. Lo scarico sperando di riuscire non solo a leggerlo, ma a studiarlo e soprattutto ad applicarlo quanto prima!

    grazie
    Federica Scarrione

  2. bè, così almeno ti ringrazio pubblicamente 🙂
    e poi il lusso di averlo in anteprima… eh eh…
    devo riguardarlo con calma adesso che ho capito tante cose che quando l’ho esaminato all’epoca non sapevo.
    penso lo verò con occhi diversi 🙂

  3. Gentile Livio,

    buonasera, sono una collaboratrice di Noa e nello specifico mi occupo di impaginazione ed editing.

    Le scrivo prima di tutto per ringraziarLa dei Suoi preziosissimi apporti e materiali rispetto alla questione dell’accessibilità, con la quale sono entrata in contatto da poche settimane grazie a Noa.

    La seconda ragione del mio intervento è legata a una domanda che terrei a farLe e che riguarda il testo di storia di cui Noa mi ha affidato l’impaginazione (non indico il titolo perché non ho l’autorizzazione di Noa). Si tratta di un testo di scolastica che presenta diverse complessità grafiche e strutturali ed è su questo volume che mi trovo a dover (tentare di) applicare il discorso dell’accessibilità.
    Premetto che, avendone il tempo e la possibilità, le domande che vorrei farLe sono molte, ma per ora vorrei porGliene una in particolare, che sta un po’ alla base di tutto il discorso: nel denominare dei tag è necessario seguire una denominazione precisa? Per quel che ho capito è indispensabile attribuire ai titoli il nome «H1», H2» ecc., e «Artifact» per gli artefatti, ma come bisogna comportarsi con gli altri? Il punto è che, soprattutto quando si è in presenza di una mole notevole di fogli stile e quindi di tag, può essere molto comodo attribuire a fogli stile e tag lo stesso nome e, soprattutto, denominarli in modo che richiamino la loro funzione. Diversamente temo che sbagliare sia molto facile (parlo per me, ovviamente).

    Mi sono permessa di farLe qui la domanda perché può forse essere di qualche utilità anche agli altri utenti.

    RingraziandoLa molto per la Sua gentile disponibilità, La ringrazio e La saluto con cordialità,

    Francesca

  4. Ciao Francesca, la tua domanda offre lo spunto per parlare di un argomento interessante (le convenzioni di naming) e ne farò un post perché nello spazio di un commento non si riesce a rispondere.
    Però, non è indispensabile attribuire quei nomi ai titoli, se non stiamo parlando di html. Non ho capito.

  5. Gentile Livio,

    grazie della risposta!
    Non parlavo di html, ma di accessibilità a livello di pdf.
    Ieri sera Noa e io ci domandavamo come fa l’utente a sapere che un titolo è tale se non gli viene indicato: di qui la mia domanda.
    Dunque secondo Lei la denominazione è del tutto indifferente, in ogni caso?
    Grazie ancora di tutto,

    f.

  6. Pingback: Editoria aperta | biroblu

  7. Buon di Livio,
    sono da giorni applicato 🙂 x Tipologie e formati/Formati standard 😦 ma non riesco ad andare avanti se non verifico tutte le possibilità di accessibilità… hepl…
    PS. gran forum complimenti

  8. Livio, è molto che non ci si sente anche se continuo a seguirti + o – assiduamente.

    Devo dire che sei sempre un passo avanti. E’ molto che ho in mente di avviare un progetto editorial-digitale.

    Per ora mi sono limitato ai libri interattivi modello App per iPad ma vorrei riuscire a fare un passo in avanti.

    Leggerò attentamente questi documenti.

    Grazie ancora,
    ciao
    Maurizio

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