PDF accessibili sul serio (prima parte)

Abbiamo già parlato di come un PDF con tag non possa essere considerato accessibile tout court, anche se supera il test automatico di accessibilità di Acrobat. Lo dice anche la guida Adobe sull’accessibilità dei PDF: “However, these tools don’t check documents against all accessibility criteria, including those in such referenced guidelines, and Adobe does not warrant that documents comply with any specific guidelines or regulations”. In effetti, un tool automatico può soltanto verificare che determinate condizioni siano rispettate, come la presenza dei tag, che i link siano accessibili, che sia stata specificata una lingua per il documento, che l’ordine dei tab sia congruente, e così via (per maggiori informazioni, consultate i documenti contenuti nella pagina “Accessibility training resources” di Adobe). Il rispetto di queste condizioni però non implica che il documento sia veramente accessibile, il perché sarà più chiaro proseguendo con la lettura del post. È abbastanza ovvio. Che ne sa un software della congruenza o meno della struttura che avete delineato per il vostro documento? Discorso già fatto, quasi scontato per molti. Se i titoli non sono marcati esplicitamente come titoli, ma sono soltanto testo più grande e in grassetto per i vostri occhi (per la vostra mente) sarà chiaro che quelli sono, o dovrebbero essere dei titoli. Ma per un software le formattazioni grafiche non hanno alcun significato, per poterle utilizzare è necessario indicare esplicitamente il loro ruolo semantico. Se questo ruolo viene espresso, la tecnologia assistiva sarà in grado di estrarre dal documento le informazioni che avete deciso di rappresentare graficamente in modi diversi per rendere chiara la struttura del documento e potrà presentare all’utente le stesse logiche presentazionali anche se in modo diverso. Facciamo un esempio pratico, per capire per quale motivo sia necessario utilizzare gli stili di paragrafo affinché uno screen reader (in questo esempio Jaws) sia in grado di trasmettere all’utente le vostre intenzioni semantiche, quelle che avete espresso graficamente assegnando al testo che rappresenta un titolo il carattere Arial, 24 punti in grassetto. Avete fatto così perché desiderate indicare esplicitamente al lettore che quello è il titolo: sono centinaia di anni che i titoli si fanno così, e chiunque a colpo d’occhio capirà il vostro intento se ha la possibilità di usare la vista. Quindi, apriamo Word e creiamo del testo. Assegnamo alla frase che rappresenta il titolo il carattere e il corpo indicati in precedenza. Il risultato sarà più o meno come quello mostrato nella figura seguente. un documento word formattato graficamente per indicare un titolo Faccio il mio bel PDF con tag, e diamine, vuoi che non superi il controllo? Certo che lo supera, ma siamo sicuri che il documento possa essere definito “accessibile”? Proviamo a leggere questo documento con Jaws, e vediamo che succede. Apro Jaws, premo ins+F6 [1. per una lista dei tasti funzione di Jaws, leggete la relativa guida.] per rilevare i titoli nel documento (esattamente come fareste a colpo d’occhio per capire com’è strutturata la pagina) e Jaws afferma che nella pagina non c’è alcun titolo. O diamine. La stessa cosa accade nel PDF, ovviamente. Ma come, è lì bello grosso il titolo! Certo, a occhio si vede, ma osservando la barra degli stili è evidente che il titolo ha stile Normale. Se è testo normale, come farà mai Jaws a capire che è un titolo, se non lo dichiarate esplicitamente? È solo un software, non legge nella vostra mente. Allora, proviamo ad assegnare un vero stile di paragrafo al titolo, selezionando Titolo 1 negli stili predefiniti di Word. Non ci interessa la grafica in questo momento, ma soltanto di assegnare lo stile corretto al paragrafo. Ripetiamo la procedura con Jaws, e wow! Stavolta succede qualcosa. Jaws apre una nuova finestra, che elenca i titoli presenti nel documento e permette di usarli come link. Ecco, ora mi sembra che si possa parlare in modo più sensato di accessibilità. Nella finestra Headings List di Jaws (sto usando la versione demo della 10 in inglese) compaiono tutti i titoli (in questo caso soltanto uno, poiché il documento ne prevede soltanto uno, ovvio) e li rende navigabili. Selezionando un titolo e facendo clic su Move To Heading il cursore di Jaws si sposterà in quel preciso punto, e leggerà il brano. La finestra Heading List di Jaws mostra i titoli nel documento Mica male, no? E nel PDF? Che succede nel PDF? Proviamo. Creo il PDF, apro il pannello Tag. Ok, i tag ci sono, compreso il Titolo 1 che è diventato H1, corretto. Premo ins+F6 e… non succede niente! Jaws mi dice che non ci sono titoli nel documento. Ma come? Ho fatto tutto giusto, il PDF è taggato e passa il controllo… che tristezza. E adesso? Uhm, sarà mica l’ordine di lettura? Apro il menu Avanzate > Accessibilità > Modifica opzioni di lettura. È attiva l’opzione Ricava ordine di lettura dal documento. Ma è quello che voglio? No, io ho determinato l’ordine di lettura coi miei tag. Apro l’elenco a discesa e seleziono Ordine lettura con tag, che diamine. Sìììì funziona! Magia! Ho fatto il mio primo PDF davvero accessibile! La finestra Heading List di Jaws mostra i titoli anche nel documento PDF Nota: la mappatura degli stili fra Word e PDF è automatica per quello che riguarda gli stili predefiniti di Word, quelli nel normal.dot per capirci. Quindi, il Titolo 1 di Word diventa automaticamente H1 nel PDF, come previsto dalla sua grammatica per i tag standard. Ma che succede se invece di Titolo1 uso lo stile Titolone,oppure uso un foglio stile diverso da quello di default, o un programma diverso da Word?

Lo sapremo nella prossima puntata con le mappe ruolo.

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