ePUB, una possibile soluzione per i problemi di editoria e accessibilità?

ePUB? Ci mancava anche questa. Però, abbiamo tanto lavorato per produrre il nostro libro digitale accessibile, è pronto. D’accordo, ma ora come lo distribuiamo? In PDF? In HTML? E funzionerà tutto a dovere? E se volessi fare qualche modifica, cosa uso per il PDF? E così via. Insomma, una soluzione davvero universale e semplice ancora non esiste. Una via potrebbe essere quella indicata da xfy e CDF (Compound Document Format), basata su un editor XML e linguaggi standard W3C. Il risultato potrà essere sicuramente standard e accessibile, ma questa soluzione obbliga però a produrre documenti linearizzati. Io sono più che d’accordo, ma come spiegare agli editori che quei layout a quattro colonne intersecati da figurine, sfondi, retini e ogni orpello li dovrebbero abbandonare?

Il mondo ne sarebbe felice, ma gli editori pagano fior di soldi a baldi impaginatori per ottenere quei design. Detto fra noi, pagano cifre esorbitanti, lo sapete che una pagina (una) di un libro didattico di un certo livello viene pagata anche 250 euro a pagina per la sola impaginazione?

Serve a qualcosa da un punto di vista didattico? Probabilmente no, anzi, però è bello…

Non si può nemmeno negare però che in qualche caso per riuscire a disporre il contenuto in gabbie anche complesse qualche volta sia necessario per migliorarne la comprensione. Abbiamo quindi di fronte diverse scelte da fare: per preservare il layout, lo strumento migliore è il PDF, non ci piove, è stato inventato proprio per fare quel lavoro. Però, è necessaria una discreta perizia per riuscire a gestire l’intero workflow che conduce alla creazione del PDF, e servono software piuttosto complessi.

Xfy e CDF sono gratuiti, ma certo è necessaria una buona conoscenza di XHTML, SVG, MathML e così via. Insomma, diciamolo, la via dell’editore elettronico è complessa, editore elettronico accessibile molto complessa.

Una possibile soluzione ora viene da un formato piuttosto maturo: ePUB.Perché?

Questo formato nasce con in mente alcune priorità ben precise: flessibilità, accessibilità, standard. Mica male. È abbastanza collaudato? Sì, ePUB è l’ultima incarnazione di un lungo lavoro svolto da IDPF (International Digital Publishing Forum). È supportato dai programmi di impaginazione? Sì, come spiega questa presentazione Powerpoint. C’è un validatore? Sì, epubcheck.

Insomma, quanto basta per cominciare a prenderlo in considerazione sul serio. È difficile? No, per esempio in Indesign CS4 basta selezionare File > Esporta per Digital Editions (attenzione…). Nelle opzioni di esportazione per il contenuto si può scegliere fra le DTD XHTML (ma guarda…) e DTBook, e convertire le voci di sommario create in Indesign in un sommario navigabile. Le font sono incorporabili (OpenType), e via.

Quello che si ottiene è un file con estensione .epub, praticamente uno zip contenente tutti i componenti del documento, fra cui il file XHTML 1.1 e il corrispettivo CSS.

Insomma, quanto basta a scatenare la mia curiosità.

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9 pensieri su “ePUB, una possibile soluzione per i problemi di editoria e accessibilità?

  1. Vorrei proprio sapere da quale fonte saltano fuori 250 euro/pagina per un libro didattica… se si arriva a 1/10 di questa cifra bisogna esserne più che contenti… da esperienza diretta e con un po’ di anni sulle spalle.

  2. E’ mia modesta opinione dire che gli ePub stanno all’editoria elettronica come gli Mp3 stanno alla musica. In questa guerra di formati per E-Book, si sta consolidando sempre di più, ePub fino a ieri sconosciuto ai più.
    Se la Sony e altre case lo hanno scelto assieme a PDF come standard una ragione cè… è il migliore, punto.

  3. Massimo, tariffe pagate da una nota casa editrice a un service di mia conoscenza per libri di medicina, tutto compreso ovviamente.

    Andrea, sono d’accordo. Il formato ePub non è niente altro che HTML/CSS compressi in uno zip, un po’ grossolanamente. Standard e universale.

  4. Io sono convinto che l’IPAD rivoluzionerà tutto questo, perché leggere un libro impaginato approsimativamente è una brutta esperienza. Visto che la grafica è da sempre uno dei cavalli di battaglia della Applre, sono convinto che con l’IPAD e qualche nuovo sviluppo software sarà possibile leggere un bel libro, non solo un testo impaginato come un sito. Del resto, lo sappiamo che pochi, e solo se molto motivati, leggono un testo lungo su intenet e secondo me il motivo è che l’impaginazione è brutta.

  5. Pingback: Epub. Bello, ma cos’è? | biroblu

  6. Ciao Girolamo. Uno dei problemi della lettura sul Web è che le font disponibili sono davvero poche, e quindi le possibilità grafiche ridotte.
    L’impaginazione appare molto limitata anche a causa delle scarse conoscenze tipografiche degli sviluppatori, poiché i fogli di stile di ipub e pagine web sono gli stessi, fatti in css. Non credo che Ipad rivoluzionerà nulla.
    Le possibilità sono le stesse, manca la conoscenza degli strumenti.

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