Editoria aperta

È innegabile che il mondo dell’editoria stia subendo una trasformazione radicale, sia tecnologica sia nei contenuti.

Le spinte verso le edizioni elettroniche sono molteplici e tutte di grande portata, gli strumenti disponibili sia per chi crea le edizioni sia per chi ne fruisce sono sempre più potenti. Quando non si sa, le opposizioni alla trasformazione sono potenti e non mi interessa fare il mago. Per me, è inevitabile che l’editoria si trasformi da industria culturale a industria dei contenuti.

Non mi interessa nemmeno stabilire se questo nuovo prodotto sarà liquido, fluido o gassoso o di globalizzazione dell’informazione e cose così. Però, sono sicuro che dovrebbe avere determinate caratteristiche, come tante volte già detto su questo blog.

Queste caratteristiche sono quelle che permettono di realizzare un prodotto editoriale accessibile a tutti, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per fruire dei contenuti proposti.

Non si tratta di un processo semplice ed è necessario considerare molti aspetti, dal layout alla distribuzione, che modificano e trasformano il tradizionale flusso di lavoro delle redazioni.

Per questo motivo ho riunito una serie di tutorial e materiale informativo in un nuovo sito, Editoria Aperta, che pian piano sta crescendo e crescerà.  Buongiorno quindi a Editoria Aperta, nella speranza che possa essere di aiuto in questo percorso complesso ma entusiasmante.

WordPress e Dreamweaver

Non è sempre facilissimo lavorare sui temi di WordPress e riuscire ad avere una vista di insieme poiché le pagine sono costruite dinamicamente a partire dagli elementi fondamentali come l’header, index, le barre laterali e così via. Inoltre, i temi sono quasi sempre in inglese e bisogna tradurre le stringhe.

La Vista dal Vivo di DW non ce la fa a gestire l’intrico degli include, e per riuscire a caricare tutti gli elementi contemporaneamente bisogna ricorrere ad alcune estensioni per Dreamweaver, come Themedreamer o WpBuilder, che permettono di simulare anche in locale le pagine complete.

L’uso di Themedreamer è molto semplice e permette di lavorare in locale. Nei vari componenti della pagina vengono posizionati dei contenuti finti, e l’interfaccia di Dreamweaver si adatta alla posizione del cursore nel codice.

Se il cursore è posizionato in un elemento HTML, si avrà la seguente vista, con la barra Proprietà che permette di lavorare sui tag:

elementi html nel tema

Mentre un clic su un elemento del tema provocherà la visualizzazione di tutti gli include nella barra Proprietà, in questo modo:

gli include in dreamweaver

Sono ovviamente disponibili tutti gli strumenti di Dreamweaver, il pannello CSS e così via.

Il design è un mezzo per raggiungere un fine

Pistola che spara all'indietro. Un cattivo design?

Si fa del design per uno scopo: di solito, si progetta un letto pensando di dormirci. Si progetta un orologio per conoscere l’orario. Il risultato di queste attività (il fine) dipende dal design di questi strumenti (i mezzi).

In presenza di un buon design lo strumento risponde così precisamente al fine che diventa parte dell’attività.

Invece di usare un letto, ci si dorme. Invece di usare un orologio, si guarda l’orario.

Si realizzano siti Web per molte ragioni, ma una prevale su tutte le altre: si realizzano siti Web che le persone possano usare. Questi siti verranno guardati, cercati, ascoltati, scartati, letti, stampati, qualcuno farà dei clic, scriverà nei campi dei moduli e verranno utilizzati da persone differenti che utilizzano periferiche di accesso diverse.

Se il risultato di un design è che qualcuno non può caricare una pagina o attivare un link, leggere un paragrafo o interpretare un’immagine, il design non è più un mezzo per raggiungere un fine, il design diventa un impedimento.