Il problema della grammatica formale pubblicata

Come spiegato nel post “L’intento semantico e l’accessibilità”, per funzionare una tecnologia assistiva deve potersi riferire al layer che gestisce nomi, ruoli e scopi degli elementi e mapparli a qualcosa di conosciuto.

È una relazione diretta: in Windows, per esempio, l’elemento MSAA (Microsoft Active Accessibility, ora Microsoft UI Automation) che rappresenta un elenco puntato deve avere un ruolo mappabile a una grammatica formale pubblicata (ovvero, una grammatica definita e pubblica in cui tutti gli elementi siano definiti e conosciuti a priori) in modo che la mappatura fra elemento MSAA e elemento codificato dalla grammatica possa essere diretto ed univoco.

In pratica, se la tecnologia assistiva leggendo un documento HTML rileva un elemento con accRole=h2 nel livello MSAA del sistema operativo, il lettore di schermo” capirà” immediatamente che si tratta di un titolo di secondo livello, perché esiste una mappatura certa (h2 fa riferimento alla DTD XHTML pubblicata dal W3C) e potrà rappresentarne correttamente l’intento semantico di questo elemento nell’indice navigabile generato automaticamente.

La stessa cosa avviene con testo normale, link, immagini, tabelle, elenchi puntati e numerati, e così via. È determinante che accRole possa riferirsi a un elemento conosciuto, oppure la tecnologia assistiva non sarà in grado di rilevarne l’intento semantico.
Lo stesso accade con un documento PDF accessibile, che possiede una grammatica formale pubblicata standard ISO.

Per sua natura, XML non possiede una grammatica formale pubblicata: la sua potenza consiste proprio nel permettere l’utilizzo di nomi di elementi personalizzati. Però è evidente che se nel documento è presente un elemento che ha accRole=titolone (definito da chi impagina), non essendo “titolone” riferibile a una grammatica formale pubblicata la tecnologia assistiva non saprà come utilizzarlo, e certamente non lo interpreterà come titolo.

La risposta di un lettore di schermo sarà sempre “Spiacente, non sono presenti intestazioni nel documento”.

Quindi XML non è adatto a risolvere le nostre necessità, a meno di non ricorrere a una rimappatura degli elementi utilizzando tecnologie come XSLT o altre trasformazioni per ricondurre la DTD personale a una DTD standard riconosciuta dalle tecnologie assistive. Per PDF invece occorrerà ricorrere al meccanismo chiamato “mappa ruolo“.

Rif:

Annunci

3 pensieri su “Il problema della grammatica formale pubblicata

  1. Pingback: L’intento semantico e l’accessibilità | biroblu

  2. Pingback: Bibienne BlogBooks on the Net ebookfest2010

  3. Pingback: Navigare il Web con lo screen reader: Giuseppe, i suoi esperimenti e la fondamentale importanza dei titoli | biroblu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...