Editoria elettronica e accessibilità a Handimatica

Handimatica 2010, mio intervento al seminario “Libri digitali a scuola: è già futuro?”

Annunci

Libri digitali a scuola: è già futuro?

montagne di libri

Nell’ambito di Handimatica 2010, venerdì 26 novembre ore 10 si terrà il seminario intitolato “Libri digitali a scuola: è già futuro?”.

Handimatica è una mostra-convegno nazionale dedicata alle tecnologie informatiche e telematiche utilizzate a beneficio delle persone disabili: ha cadenza biennale e dura tre giorni. E’ rivolta a tutti i tipi di disabilità: visiva, uditiva, motoria, mentale, cognitiva.
Si compone di due parti: una parte espositiva in cui produttori specializzati presentano le novità tecnologiche (hardware e software) sviluppate per i disabili e una parte convegni in cui vengono dibattuti i temi più attuali relativi al mondo della disabilità, collegati alle tecnologie.

Il programma è questo:

“Dal libro di carta che tutti abbiamo usato ci stiamo dirigendo verso un mondo fatto anche di libri digitali, in fase di evoluzione e nel quale è ancora difficile orientarsi. È in corso una trasformazione dei contenuti dei libri di testo verso una loro maggior digitalizzazione. Nella scuola di oggi e dei prossimi anni, cosa possono aspettarsi gli insegnanti, gli alunni e i loro genitori? E i ragazzi e le ragazze con disabilità cosa potranno fare in termini di attività e di partecipazione? Quali le disposizioni normative? Quali i dispositivi utilizzabili? Quali i file (in quale formato) disponibili? Nel seminario si vuole dare voce ai diversi interlocutori per poter fare il punto della situazione e informare sulle prospettive”.

Coordina: Gianpiero Lotito – Tecnologo e Giornalista, già docente di Editoria Multimediale dell’Università degli Studi di Milano

Interventi:

  • Gianpiero Lotito – Tecnologo e Giornalista, già docente di Editoria Multimediale dell’Università degli Studi di Milano
    Le quattro rivoluzioni digitali: dove andrà il sapere del mondo
  • Mario Dutto – già Direttore Generale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
    Libri digitali a scuola: da ipotesi improbabile a svolta in corso
  • Livio Mondini – Esperto di ICT & accessibilità
    Editoria elettronica e accessibilità
  • Cristina Mussinelli – Consulente AIE per l’editoria digitale
    Le iniziative degli editori – Progetto ProAccess: risultati e prossimi passi
  • Esperto di iPad
  • Irene Enriques – Zanichelli Editore
    Il cammino verso il libro scolastico digitale
  • Marzio Bossi – Centro Internazionale del Libro Parlato – CILP
    Perché i Libri Parlati nell’era del e-book?
  • Conclusioni

Il problema del formato

Quale formato utilizzare per i libri elettronici accessibili?

È evidente che il formato di trasformazione da utilizzare è quello che permette di rispettare le condizioni esposte in precedenza, che possiede le più estese caratteristiche di universalità (ovvero, che non richieda l’utilizzo di tecnologie proprietarie e/o particolari per la sua fruizione) e che possa essere liberamente adattato a monitor nelle sue caratteristiche grafiche (tipo e colore del carattere, colore di sfondo, allineamento) in modo da poter essere fruibile sia dagli utenti non vedenti sia da quelli ipovedenti.

L’ipovisione è un problema molto complesso da risolvere, poiché ha sfumature infinite (non esiste una soluzione unica, ogni utente ha le sue necessità di personalizzazione).

E quindi, quale formato di distribuzione utilizzare?

Per quanto riguarda gli utenti non vedenti, un formato dedicato e diffuso è quello denominato Daisy (Digital Accessible Information System). C’è però un problema di base rispetto alle richieste degli ipovedenti: questo formato, benché si auto‐definisca accessibile, è dedicato esclusivamente ai non vedenti, privilegia la riproduzione vocale dei documenti ma non la loro personalizzazione grafica a monitor, e quindi non è adatto a tutte le altre problematiche che invece desideriamo risolvere (il mondo dell’ipovisione non ne trae alcun vantaggio diretto). È in qualche modo il contraltare elettronico del Braille. Di aiuto certamente per i non vedenti che conoscono questo linguaggio (peraltro conosciuto da una percentuale minima di non vedenti), ma di nessuna utilità per chiunque non sia in questa condizione.

Il formato PDF accessibile è personalizzabile anche per quello che riguarda colore del testo e dello sfondo, e quindi potrebbe rappresentare una soluzione più universale poiché fruibile sia con un lettore di schermo sia personalizzabile a video. Però, ha una limitazione sul versante ipovisione: non è possibile cambiare tipo di carattere, e quindi l’utente dovrà subire le scelte grafiche di chi realizza il documento . Per un utente ipovedente è molto importante poter scegliere fra caratteri con grazie o bastoni, poter variare il peso del carattere in grassetto o togliere i corsivi, è necessario poter personalizzare con la massima flessibilità la presentazione del documento. Ecco che anche PDF risolve parzialmente le richieste.
Un altro formato possibile è XML. In effetti, essendo un file XML costituito da solo testo strutturato, è il più flessibile in assoluto, il formato che qualsiasi tecnologia passata, presente e futura potrà sempre utilizzare. In più, se correttamente utilizzato, è anche strutturato ovvero permette di ricostruire le informazioni semantiche di cui abbiamo parlato in precedenza. Ma sarà fruibile da parte di una tecnologia assistiva o dagli utenti ipovedenti? No, spieghiamo il perché nel post “Il problema della grammatica formale pubblicata“.

Rif:

  • Daisy Consortium, http://www.daisy.org/, dall’occhiello in home page: “DAISY digital talking books offer the benefits of regular audiobooks, but they are superior because DAISY includes navigation”. Formato quindi non adatto ai nostri scopi poiché non risolve i problemi degli utenti ipovedenti.
  • Problemi dell’ipovisione: http://www.subvedenti.it/Saggio/Saggio_v2.asp

Terraforming in Second Life con Large 3D Terrain (L3DT)

Il terraforming (terraformazione) è un ipotetico processo artificiale atto a rendere abitabile per l’uomo un pianeta (o una luna), intervenendo sulla sua atmosfera – creandola o modificandone la composizione chimica – in modo da renderla simile a quella della Terra ed in grado di sostenere un ecosistema. La terraformazione è molto al di là delle possibilità della tecnologia odierna e gli studi su di essa sono per ora speculativi (Wikipedia).
Ma noi perdinci siamo su Second Life, abbiamo appena creato la nostra sim standalone ed effettivamente quell’isolotto in mezzo al mare è un po’ triste.
I client per Second Life hanno degli strumenti per modellare il terreno, però secondo me più adatti alle rifiniture che a un vero lavoro di terraformazione, e comunque è piuttosto complesso realizzare paesaggi di un certo livello.
Per questo motivo sono disponibili diversi strumenti di supporto, sia in forma di script sia in forma di vero e proprio servizio.
Il metodo che utilizzo in questo tutorial è basato sui raw file, e sull’uso di un programma disponibile anche in versione free, Large 3D Terrain (per gli amici, L3DT). Il nostro obiettivo è creare una Height Field Maps, ovvero un’immagine raster utilizzata per salvare valori, come i dati di elevazione di una superficie (pianure, montagne, laghi, ecc.). Creata questa mappa la importeremo nella nostra sim e con i comandi Terrain del server la posizioneremo come desiderato.

  1. Quindi, primo passo, scaricate L3DT Standard ed installatelo sul vostro pc.
  2. All’apertura del programma, vi accorgerete che dietro un’interfaccia un po’ spartana si nascondono miriadi di opzioni. In questo momento però ci interessa una sola attività, ovvero creare la heightmap da importare nella nostra sim (nota: per opensim useremo il formato r32).
  3. In L3DT, selezionate File > New Project > Blank Heightmap. Le opzioni Perlin e Fractal sono molto interessanti da esplorare, ma per ora creiamo una semplice mappa planare su cui intervenire manualmente con gli strumenti di L3DT.
  4. Nella finestra di dialogo Heightfield size, portate a 256 Width e Height, il massimo consentito da SL, e ponete Horiz. scale a 1
    .primo passo per la creazione della heightmap
  5. Fate clic sul pulsante OK e vedrete comparire a tutto schermo un campo verde completamente piano. Attenzione l’inferfaccia del programma è sotto questa finestra, che potete ridimensionare se necessario.
  6. Giocate con gli strumenti disponibili nella finestra Heightfield tools. Il tasto destro del mouse permette di ruotare la vista, mentre la rotella aumenta la dimensione dello strumento in uso.
  7. Per tornare al programma, premete Esc. Per tornare all’editor grafico, selezionate Tools > Edit active map layer. L’interfaccia è un po’ spartana, consiglio vivamente di consultare l’help dei comandi da tastiera (Help > List of controls). Come già detto, nonostante l’apparenza dimessa il programma è molto complesso.
  8. Per ora non perdetevi nelle innumerevoli opzioni, e quando avete realizzato una semplice heightmap tornate al programma premendo Esc. Sul monitor sarà visibile una rappresentazione bidimensionale della mappa, dove le linee colorate indicano le altezze, un po’ come capita con le cartine geografiche con le tinte altimetriche.
    la heightmap
  9. Selezionate File > Export > Export active map layer. Nell’elenco a discesa File format selezionate R32 e date un nome e una posizione sul vostro disco fisso al file. La nostra heightmap è pronta per essere importata nella nostra sim.

Importare la mappa in Second Life

  1. Avviate il server OpenSim e puntate il client alla vostra sim in locale (se non ricordate come, rileggete Creare una semplice sandbox OpenSim sul proprio disco fisso).
  2. Nel vostro client, mettetevi in volo e selezionate World > Region/Estate > Terrain > Upload RAW Terrain.
  3. Selezionate il vostro file .R32 e caricatelo. Dopo un attimo il vostro terreno apparirà sul monitor. Ricordate che il livello di default del mare è 20 metri, quindi per posizionarlo a livello utilizzate il comando Terrain nel server, digitando terrain elevate altezza desiderata, oppure terrain lower altezza desiderata se avete esagerato, e così via. Il terreno avrà le texture di default, ma questa è un’altra puntata.

la heightmap importata in second life

Finanziamenti destinati in favore dell'editoria per ipovedenti e non vedenti – D . M. 18 dicembre 2007: l'epilogo

decreto Rutelli Un eone fa, veniva annunciato che “L’Italia per prima in pochi mesi avrebbe sdoganato i libri accessibili” poiché appena prima di chiudere baracca l’ex ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli aveva firmato un decreto dedicato all’editoria per ipovedenti e non vedenti.

I mesi sono stati anni, le discussioni molte, le bugie tante. Non sto a fare la storia, buffa e triste come al solito.

Comunque, tant’è: per riuscire ad arrivare a una assegnazione è stata costituita una nuova commissione (poiché la prima evidentemente era troppo sincera) che ha decretato essere progetto assegnatario dei fondi “LIA” (Libri Italiani Accessibili)” presentato dalla società Ediser S.r.l. di Milano, società di servizi dell’AIE (Associazione Italiana Editori).

Sono contento che io e un mio amico siamo riusciti a competere con il nostro progetto fino all’ultimo con colossi come AIE e UICI (la commissione precedente aveva secondo me indicato con equilibrio tre progetti come vincitori, ma sembra che gestire tre progetti invece che uno sia troppo complesso per il ministero), certo se avessimo vinto lo sarei di più ma fa niente, in questi tempi in cui la produzione di libri elettronici didattici viene affidata a Telecom&Mondadori credo di non avere molto da dire.

Mi fa piacere lasciare qui la testimonianza del mio contributo, in modo che chi passa di qui possa conoscere cosa avremmo voluto fare io, Sandro e Paola.

Quindi per chi ne volesse prendere visione ecco il PDF del nostro progetto “Inclusione” (PDF, 524 Kb). Che ne so, magari fa da spunto per qualche discussione, oppure sono un mitomane esibizionista. Ma a me pareva un lavorino ben fatto.