Il problema del formato

Quale formato utilizzare per i libri elettronici accessibili?

È evidente che il formato di trasformazione da utilizzare è quello che permette di rispettare le condizioni esposte in precedenza, che possiede le più estese caratteristiche di universalità (ovvero, che non richieda l’utilizzo di tecnologie proprietarie e/o particolari per la sua fruizione) e che possa essere liberamente adattato a monitor nelle sue caratteristiche grafiche (tipo e colore del carattere, colore di sfondo, allineamento) in modo da poter essere fruibile sia dagli utenti non vedenti sia da quelli ipovedenti.

L’ipovisione è un problema molto complesso da risolvere, poiché ha sfumature infinite (non esiste una soluzione unica, ogni utente ha le sue necessità di personalizzazione).

E quindi, quale formato di distribuzione utilizzare?

Per quanto riguarda gli utenti non vedenti, un formato dedicato e diffuso è quello denominato Daisy (Digital Accessible Information System). C’è però un problema di base rispetto alle richieste degli ipovedenti: questo formato, benché si auto‐definisca accessibile, è dedicato esclusivamente ai non vedenti, privilegia la riproduzione vocale dei documenti ma non la loro personalizzazione grafica a monitor, e quindi non è adatto a tutte le altre problematiche che invece desideriamo risolvere (il mondo dell’ipovisione non ne trae alcun vantaggio diretto). È in qualche modo il contraltare elettronico del Braille. Di aiuto certamente per i non vedenti che conoscono questo linguaggio (peraltro conosciuto da una percentuale minima di non vedenti), ma di nessuna utilità per chiunque non sia in questa condizione.

Il formato PDF accessibile è personalizzabile anche per quello che riguarda colore del testo e dello sfondo, e quindi potrebbe rappresentare una soluzione più universale poiché fruibile sia con un lettore di schermo sia personalizzabile a video. Però, ha una limitazione sul versante ipovisione: non è possibile cambiare tipo di carattere, e quindi l’utente dovrà subire le scelte grafiche di chi realizza il documento . Per un utente ipovedente è molto importante poter scegliere fra caratteri con grazie o bastoni, poter variare il peso del carattere in grassetto o togliere i corsivi, è necessario poter personalizzare con la massima flessibilità la presentazione del documento. Ecco che anche PDF risolve parzialmente le richieste.
Un altro formato possibile è XML. In effetti, essendo un file XML costituito da solo testo strutturato, è il più flessibile in assoluto, il formato che qualsiasi tecnologia passata, presente e futura potrà sempre utilizzare. In più, se correttamente utilizzato, è anche strutturato ovvero permette di ricostruire le informazioni semantiche di cui abbiamo parlato in precedenza. Ma sarà fruibile da parte di una tecnologia assistiva o dagli utenti ipovedenti? No, spieghiamo il perché nel post “Il problema della grammatica formale pubblicata“.

Rif:

  • Daisy Consortium, http://www.daisy.org/, dall’occhiello in home page: “DAISY digital talking books offer the benefits of regular audiobooks, but they are superior because DAISY includes navigation”. Formato quindi non adatto ai nostri scopi poiché non risolve i problemi degli utenti ipovedenti.
  • Problemi dell’ipovisione: http://www.subvedenti.it/Saggio/Saggio_v2.asp
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2 pensieri su “Il problema del formato

  1. Ciao, io non sono un programmatore, ma un grafico-illustratore e sto progettando un libro illustrato dove mi piacerebbe che ci fosse anche l’audio. Mi sai indicare quale è la strada che dovrei percorrere? Vorrei evitare di sbagliare la partenza. Io normalmente utilizzi indesign e acrobat…

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