Chi si ricorda del D.M. 18 dicembre 2007?

L’Italia sdogana per prima i libri accessibili
Firmato il decreto che porterà alla pubblicazione di migliaia di titoli ogni anno in file digitali, novità librarie finalmente accessibili a tutti. Punto Informatico ne parla con Paolo Pietrosanti, ispiratore del provvedimento

Titolava così Punto Informatico tanto tempo fa…
Poi tante discussioni, commissioni nominate e disfatte, bando del decreto sparito dal Web, una discutibile assegnazione dei tre milioni di euro a una specie di associazione fra AIE e UICI, un sacco di blatere e discussioni sull’argomento, interpretazioni varie del decreto, l’epilogo.
Il progetto LIA era il vincitore del concorso (perché più che un bando sembrava un concorso), e ci si chiedeva dove fossero finiti questi tremila libri digitali accessibili all’anno da produrre per tre anni a fronte di tre milioni di euro di finanziamento.
Oggi, nel contesto di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, AIE rende noto un prodotto del progetto LIA, ovvero una “ricerca ad hoc” che prodigiosamente ha scoperto che non vedenti e ipovedenti quando possono leggono dei libri.
Ma le cose più sorprendenti si nascondono fra le pieghe: “il progetto LIA (Libri Italiani Accessibili), che punta a rendere disponibili a inizio 2013 tremila titoli di narrativa e saggistica, di cui 2mila di autori italiani, 500 di autori stranieri e 500 da realizzarsi ad hoc su richiesta dei potenziali utenti”
Ma come? da bando dovevano essere 3.000 libri all’anno per tre anni, da distribuire nelle principali librerie e sul Web, ora sono diventati 3.000 in totale e A RICHIESTA?
Altra chicca: UICI ha sempre sostenuto a spada tratta il Braille, come unica possibilità di emancipazione culturale dei non vedenti. Ora dichiara: “Il progetto del libro italiano accessibile (LIA) costituisce una tappa essenziale, dopo 190 anni dalla ideazione del metodo Braille, per l’accesso dei Ciechi e degli Ipovedenti alla lettura, poiché estende la cultura del libro accessibile dalla ristrettissima cerchia dell’editoria per disabili visivi alla generalità degli editori – ha commentato il segretario generale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Orlando Paladino”.

E infatti Paladino non può rinunciare a chiosare “Mi piace qui ricordare che il metodo, ideato da Louis Braille, trasformato in informatico, è ancora oggi lo strumento più completo e versatile con cui i disabili visivi possono accedere all’editoria digitale”.

Qualcuno è in grado di spiegarmi come sia possibile accedere all’editoria digitale usando il Braille? Cos’è il “Braille trasformato in informatico”?

Italia. il paese che sdogana tutto e tutti. Che vergogna un’altra volta.

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2 pensieri su “Chi si ricorda del D.M. 18 dicembre 2007?

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