Libri di testo elettronici per le scuole, a chi servono?

E’ una domanda un po’ oziosa, lo so. Ma in rete sembra essersi aperto un dibattito piuttosto inutile sulla circolare Circolare 18 del 9 febbraio 2012 del MIUR, che semplicemente indica i criteri per le adozioni dei libri di testo per le scuole proseguendo un percorso iniziato fin dal 2008 e che ora si conclude.

Risulta perciò un po’ buffo leggere post che iniziano affermando “Arriva una notizia incredibile da parte del Ministero dell’Istruzione italiano, una di quelle che in un paese come l’Italia non ci si aspetterebbe mai” ma vabbè.

Secondo me invece la cosa incredibile è che l’Italia fin dal 2008 è dotata di strumenti che stabiliscono come devono essere fatti, questi libri.

Stiamo parlando del Decreto 30 aprile 2008, più volte discusso su questo blog. Perché parlarne ancora? Sembra che al MIUR si dimentichino sempre di questo decreto, come se non esistesse. La stessa cosa fanno gli editori, facendo finta di nulla (entrambi sanno benissimo che esiste).

Inutile girarci intorno: fin dal 2004, la Legge 04 detta Stanca stabilisce che:

Art. 5.

(Accessibilità degli strumenti didattici e formativi)

    1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

    2. Le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche prevedono sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Il decreto attuativo dell’Art. 5 è appunto quello del 30 aprile 2008 citato, che stabilisce le regole tecniche secondo le quali devono essere realizzati TUTTI i libri elettronici e l’eventuale software per il loro utilizzo.

Al MIUR continuano a pensare che esistano versioni speciali anche elettroniche per ciechi e ipovedenti, e pubblicano circolari fuori legge. Questo sì che è incredibile! Riusciranno prima o poi a capire, MIUR ed editori, che le regole stabilite dal Decreto 30 aprile 2008 si applicano a TUTTA l’editoria scolastica, non solo a quella speciale?

Ovviamente, già fioriscono librerie in rete che forniscono libri di testo didattici fuori da ogni controllo. Lo sapranno che sono fuori legge? Mah.

Annunci

3 pensieri su “Libri di testo elettronici per le scuole, a chi servono?

  1. Pingback: Libri di testo online, accessibilità ‘for all’ e gerarchia delle fonti « Speculum Maius

  2. Pingback: Bibienne BlogBooks on the Net Currenti calamo

  3. Pingback: E vai con l’epidiascopio! « Apprendere (con e senza le tecnologie)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...