HTML 5: ma si può davvero dire che sia supportato dai browser?

perplessità leggendo i numeri relativi al supporto di html 5 da parte dei browser
Senza entrare nel dettaglio dell’indeterminazione della parola “supportare“, quello che mi chiedo è: si parla tanto di HTML 5, alcune cose sono davvero interessanti, addirittura EPUB 3 lo utilizza come markup di riferimento nonostante non si tratti di una specifica completata; ma proprio per questo, quanto è consigliabile utilizzarlo per lavoro? È davvero “supportato” dai browser?

Si sente spesso dire “uso HTML 5 perché i browser lo supportano”, che più o meno significa “non c’è alcun problema ad usarlo, perché praticamente tutti i suoi elementi vengono correttamente interpretati dai browser”. In informatica, quando un programma “supporta” una funzione si intende che è in grado di svolgerla.

Ok, già questo è un errore, poiché si potrebbe dire al massimo che i browser più diffusi interpretano chi più chi meno alcune caratteristiche di HTML 5.

Però è interessante capire di più quanto “pesi” questo supporto dei browser, giusto per sapere di cosa stiamo parlando. Viene in aiuto un sito che si occupa proprio di questo: The HTML 5 Test permette di verificare quanto i browser supportino realmente HTML 5.

È interessante notare che a oggi Google Chrome 20 totalizza un punteggio di 414 punti su 500, Opera 12.00 di 385/500, Firefox 14 345/500, Safari 5.1 317/500, Internet Explorer 9 138/500.

Si può davvero dire che HTML 5 è supportato dai browser? Trovo particolarmente deludente che Firefox, Safari e Opera lo supportino poco più del 65%. Nemmeno Chrome arriva al 100%, il supporto migliore viene da Maxthon, un browser che sicuramente tutti utilizzate quotidianamente, che totalizza 422/500.
Se il vostro word processor vi permettesse di usare il 70% dei tasti sulla tastiera, direste che “supporta la tastiera”? Io penso che vi incazzereste non poco.

È interessante seguire gli sviluppi di questa tecnologia, anche se non so cosa succederà ora con il fork HTML Living Standard (quale markup sceglieranno i produttori di browser – anche se Adobe, Google, Microsoft  hanno annunciato il loro supporto a W3C HTML 5)? Ritorneremo al periodo dei tag proprietari?. Ma dire che HTML 5 è supportato dai browser oggi è una bugia. Certo, capisco che dire “è parzialmente supportato dai browser” è meno cool, ma la verità è questa.

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HTML 5: un altro buon motivo per non usarlo

terrore per HTML 5

HTML 5 ha una strana storia. Intorno al 2007, Ian Hickson (Hixie) inizia a lavorare con W3C sulle specifiche allora chiamate “Web Applications 1.0“, prodotte da Hickson stesso, che diventano HTML 5 (molto grossolanamente).

Però, parallelamente allo sviluppo di HTML 5, il WHATWG (un gruppo costituito da Apple, Mozilla Foundation e Opera Software con lo scopo di sviluppare Bible 5) continua a lavorare su specifiche proprie, differenti da quelle sviluppate con il W3C note come HTML 5.

Ovviamente questo non aiuta lo sviluppo di uno standard, e le specifiche del WHATWG si sono allontanate tanto da quelle di HTML 5 W3C da indurre Ian Hickson a dividere il lavoro dei due gruppi, formalizzando ufficialmente quello che da tempo stava accadendo (il primo annuncio è del 2011), per la gioia degli sviluppatori che avranno da litigare con due confuse pseudo specifiche nessuna delle due complete e senza avere la minima idea di quale si imporrà nel supporto dei browser.

Perché questo è il problema: le due specifiche si differenziano, hanno un sistema di bug tracking diverso, la confusione regna sovrana e nessuno capisce più di chi sia il bug, se di W3C HTML 5 o WHATWG  HTML 5…

Ora, secondo Hickson, dovremmo parlare di “HTML Living Standard” [1. attenzione, caricando la pagina facile che il browser si inchiodi]. No comment, ma io non userei HTML 5 per produzione, a meno che non vi piaccia rifare i lavori.

Giusto per capire di cosa stiamo parlando, dice Steve Faulkner:

The HTML standard contradicts the HTML5 specification (or vice versa) on a number of author conformance requirements and advisory techniques, including use of tables, use of ARIA and use of the title attribute…

…All in all I do not agree with your claim of the HTML living standard being canonical. It is unfortunately the case that we now have at least 2 specifications; HTML5 and the living standard neither of which can claim to be canonical description of HTML for stakeholders other than browser vendors.

Avanti così, facciamoci del male… Ora dobbiamo anche chiederci “Quale HTML 5”.

 

 

Una soluzione molto semplice per realizzare oggetti complessi in Second Life: Sketchlife

La possibilità di utilizzare le mesh per il building in Second Life non è oggi una novità, ma si tratta comunque di una cosa abbastanza complessa, che richiede la conoscenza di software 3D e ha un qualche lato oscuro anche al momento dell’importazione. Se vi siete arenati davanti al pannello di importazione delle mesh, sapete di cosa parlo.

Anche realizzare una sculpt può essere una bella impresa.

Però, per realizzare oggetti in Second Life non esistono tante alternative: primitive di SL, sculpt map o mesh. Certo gli strumenti di modellazione del client SL non possono essere definiti “avanzati”, soprattutto rispetto a ciò che un programma 3D offre. Come risolvere la questione?

La combinazione di SketchUp (ora Trimble) e un interessante plugin per questo programma, Skecthlife, permette di utilizzare i potenti (e semplici) strumenti di modellazione del programma ospite con le primitive di Second Life. In questo modo realizzare modelli complessi risulterà certamente di molto facilitato.

Realizzate le primitive e applicate le texture se necessario, queste verranno ospitate su un server di transito che le elabora e tramite lo Sketchlife Importer saranno importate direttamente in Second Life al costo di 1 linden per prim se l’oggetto è composto da più di un prim, gratuitamente per oggetti mono prim.

Stiamo realizzando oggetti con i normali strumenti di SL, non dimentichiamolo: non sono mesh o sculpt map, si tratta di normali primitive, che in Second Life potete realizzare gratuitamente. Ma quante ore ci mettete?

Per rendersi conto di cosa si possa ottenere e quali possano essere i vantaggi, consiglio di leggere il tutorial relativo alla realizzazione della Cattedrale di S. Basilio e di visitarla in Second Life, a Wasp Land.

Vista in x-ray della cattedrale durante la sua realizzazione in Sketchup.

Poter usare gli strumenti di aiuto al disegno di un vero programma 3D non ha prezzo. Ovviamente, gli oggetti importati sono né più né meno che primitive di SL, quindi manipolabili, combinabili e deformabili con i normali strumenti di building integrati nel client.

Selezione di prim in Sketchup.

Sketchlife HelloWorld example: Second Life building in SketchUp

UWA Crest image 70×70 metres in Second Life built using SketchUp and Sketchlife

Modulistica in PDF o HTML compilabile online e offline

La modulistica, che sia in PDF o HTML è uguale, è sempre un bel problema. Complessità di progettazione, design, interazione, test… Un form complesso può richiedere un lungo lavoro, e poi bisogna pensare alla distribuzione, alla raccolta ed elaborazione dei dati, magari installare un server dedicato, insomma una cosa complicata e costosa.

Per questo motivo mi sembra veramente utile presentare un servizio di Adobe, chiamato FormsCentral.

Nel prossimo Acrobat X 11 l’editor di form non sarà più LiveCycle, che probabilmente diventerà una applicazione separata, e FormsCentral sarà parte dell’installazione. A mio parere questo faciliterà di molto la creazione di questi elementi complessi sia tramite una quantità esagerata di modelli predefiniti sia semplificando tutte le attività necessarie dalla creazione alla distribuzione alla raccolta e analisi dei dati. I form potranno essere distribuiti in PDF o HTML.

Il costo dell’hosting Adobe è davvero buono, il caso più costoso (illimitati form, elaborazione fino a 5.000 utenti per form) costa circa 180 euro l’anno, senza dover pensare a installare e configurare server in azienda.

Interfaccia di FormsCentral

Per dubbi o per decidere quale metodo usare per i vostri form, Acrobat o FormsCentral, è utile leggere l’articolo “Which Adobe form solution is right for me” sul sito Adobe e consultare l’elenco delle domande/risposte disponibile.