E la portentosa Agenda Digitale? Lettera fantasiosa ai Ministri competenti

Decreto digitalia, italia digitale, pacchetto sviluppo. No, non raccontateci ancora balle.

Il primo marzo 2012, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze è stata istituita una “Cabina di regia” per coordinare,  ai sensi del decreto-legge del 9 febbraio 2012, n. 5 art. 47, gli interventi pubblici volti alle medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali allo scopo di definire la strategia italiana per l’Agenda Digitale, in coerenza con la Comunicazione della Commissione europea COM(2010) 245 del 26 agosto 2010. Duemiladieci.

Il risultato dei lavori, il decreto Digitalia, avrebbe dovuto diventare pubblico in giugno, poi in luglio, poi a settembre… ma anche settembre è ormai terminato.

Intanto sul Web gli appassionati si combattono a colpi di scoop sulle bozze, rettifiche, correzioni, ammiccamenti (io si che lo so so, perché sono il cuggino di…). E abbiamo avuto anche la Agenda Digitale Italiana Discussione Pubblica. A cosa è servita? A niente, probabilmente.

E scusate, ma anche questa cosa del direttore dell’Agenzia Digitale è diventata ridicola. A parte la guerriglia fra ministeri che impedisce di arrivare a una soluzione, ma avete pure sbagliato l’indirizzo email a cui spedire le candidature nel bando sulla Gazzetta Ufficiale… che già era corretto a penna.

Ma la parte più avvilente è che ora sembra che tutto questo ritardo (di un decreto che dovrebbe avere nel suo DNA nientepopodimenoche il salvataggio dell’Italia) sia dovuta a discussioni con i tecnici del Tesoro, che avvisano che mancano i fondi. Non lo sapevano prima, visto che anche loro partecipano in forze ai lavori della Cabina Digitale (ma chi è che inventa questi nomi? In Italia ricordano tanto Totò, scusate la sincerità. Mike:” Signor duca, vuole uscire dalla cabina?”…Totò: “Qui dentro ci sto benissimo, mi sono ambientato!”)?

Uno va a vedere cos’è che manca, e scopre che sul versante divario digitale e diffusione della banda larga mancherebbero all’appello 100 milioni su un totale di 150 nonché i 50 milioni del fondo start up e 50 per il fascicolo sanitario elettronico. Problemi di copertura anche per il documento digitale unificato per il quale servirebbero circa 80 milioni di euro l’anno, una volta a regime, e 30 milioni per l’avvio del progetto.

Cioè il fondo per le startup, che dovrebbero essere la poderosa macchina da guerra che ci salva tutti vale cinquanta milioni di euro, che non ci sono e non si trovano, quando la sola regione Lazio spende quattordici milioni di euro all’anno per la benzina e le mancette della Giunta Regionale e altri quindici per il fondo regionale Cinema 2012? Il 50% dell’intero finanziamento? Si potrebbe trovare qualcuno che accontenti questo papà e con quei soldi finanziare il fondo startup.

Come fa notare Futre nei commenti, per finanziare tutto questo basterebbero i soldi già spesi per il fantastico Ponte sullo Stretto. 400 milioni di euro fumati dice qualcuno, per il nulla.

E speriamo di non finire in televisione e in compagnia del Gabibbo per parlare di startup.

Prima o poi questo “Pacchetto Sviluppo” uscirà, ma cosa ce ne facciamo senza i relativi decreti attuativi e senza un direttore per l’Agenzia Digitale? E anche avendolo, cosa mai potrà fare questo direttore, in queste condizioni? Niente o poco, purtroppo.

Perché mai chiudere di tutta fretta quattro enti pubblici responsabili dei processi di innovazione e digitalizzazione del Paese e sostituirli con una incorporea Agenzia per l’Italia Digitale senza direttore e che ancora non esiste bloccando così anche il poco che c’era?

E perché mai affidare l’Agenda Digitale italiana e l’Agenzia Digitale alle competenze del ministero dello Sviluppo Economico e non porle invece sotto il controllo di Palazzo Chigi, come accade in tutti i paesi europei?

Ditemi che mi sono sbagliato, che non ho capito, per favore. Perché tutto questo è molto deprimente. Restart Italia? Mah.

Ontologicamente esiste solo nell’immaginazione…

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2 pensieri su “E la portentosa Agenda Digitale? Lettera fantasiosa ai Ministri competenti

  1. Dal 1999 ad oggi ho partecipato, quando mi è stato concesso non avendo copertura politica, ai tavoli per lo sviluppo dell’Amministrazione digitale in Italia.

    Da 13 anni soffro nel vedere come le azioni più semplici non vengano portate a termine per il disinteresse di pochi. Grandi innovazioni sono state fatte a livello planetario, pensiamo solo alla cartolarizzazione dei titoli di credito e in Italia non riusciamo a mandare un semplice documento alla P.A. con firma digitale e PEC certi di ottenere una risposta.

    La disorganizzazione giova a pochi che continuano a gestire in malo modo un Paese.

    Grazie per la tua lettera, tristemente vera.

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