La fine di Ruth: il Texture Compositing Service

Ruth grigia in Second LifeTempo fa avevamo detto dello “Shining Project” di Linden Lab. Ora è arrivato il momento della fase Sunshine (Server-side Baked Texture Generation & Storage), e questo probabilmente coinciderà anche con la fine dei Viewer 1.x.

Senza entrare troppo in dettagli tecnici, questa fase del progetto si occupa del rendering delle texture sul vostro avatar. Ora il processo avviene client side, ovvero è il vostro client che si occupa della corretta riproduzione delle texture utilizzate per rappresentare gli abiti del vostro avatar.

In pratica, oggi il processo chiamato “avatar baking” implica che quando un livello dell’outfit o dell’abbigliamento viene cambiato, incluso gli alpha layer, gli aggiornamenti vengono applicati in locale nel viewer dell’utente. Poi questi cambiamenti vengono comunicati al server a cui si è connessi, che invia gli aggiornamenti ai viewer degli utenti presenti sullo stesso server, in modo che anche loro possano vedere i cambiamenti. Si tratta di un processo che ha diversi punti di potenziale errore: per esempio il processo di comunicazione fra viewer e server si può interrompere, così il server non riceve tutte le informazioni necessarie e come risultato l’utente che ha effettuato le modifiche si vede perfettamente, mentre tutti gli altri lo vedono esattamente come prima, oppure sfocato o grigio, o nei casi peggiori nudo (già successo, vero?). L’avatar appare “ruthed” con i risultati visibili in molte foto di Flickr. Ma di certo è un fenomeno che avete già visto su voi stessi.

I nuovi viewer (e un aggiornamento sarà obbligatorio, oppure vedrete in modi del tutto curiosi gli avatar intorno a voi), si avvarranno del “Texture Compositing Service”. Il rendering avviene lato server, così che tutti i client vengano aggiornati in tempo reale e contemporaneamente (esclusi gli oggetti indossati).

Appena il client ufficiale verrà aggiornato con il nuovo codice (molto a breve), seguiranno immediatamente tutti i TPV come Firestorm, Kokua, ecc. ecc.

La fine di Ruth? Chissà. Non so cosa ne penseranno quelli del Culto di Ruth.

My name is Ruth

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