LIA, Libri Italiani Accessibili

spavento arriva LIA libri digitali accessibili
LIA (Libri Italiani Accessibili), ha aperto le sue vetrine. Dice la presentazione: “la vetrina di ebook accessibili pensati per le persone non vedenti e ipovedenti”. Prosegue la presentazione: “Su LIA puoi sfogliare l’intero catalogo degli ebook accessibili oppure fare una ricerca per genere, autore, titolo. Una volta selezionati i titoli di tuo interesse, puoi scegliere su quale delle librerie partner di LIA perfezionare l’acquisto. Per ciascun ebook puoi conoscere le caratteristiche di accessibilità facendo click sul bollino LIA che si trova nella scheda libro”.

Già iniziamo male, LIA propone soltanto libri in formato epub (quindi non si può parlare di ebook in generale bensì di ebook in epub, uno dei vari formati possibili e disponibili per realizzare libri elettronici. Niente PDF, mobi, iBook o ODF. Semplicemente questi formati non esistono. Non è un dettaglio da poco, perché questo formato sembrerebbe rappresentare soltanto il 25% del mercato degli ebook) e ipotetici libri dedicati a “non vedenti e ipovedenti” non possono essere definiti accessibili, un libro accessibile è per tutti. Quando si parla di categorie precise, si tratta di editoria speciale, non di editoria accessibile. Ma proseguiamo.

È una storia iniziata tanto tempo fa, nata da un decreto firmato dall’allora Ministro Rutelli nel 2008, che stanziava 2.750.000 euro destinati a:

  • investimenti finalizzati alla trasformazione dei prodotti esistenti in formati idonei alla fruizione da parte degli ipovedenti e non vedenti;
  • investimenti finalizzati alla creazione e riproduzione di prodotti editoriali nuovi e specificamente fruibili dai soggetti ipovedenti e non vedenti;
  • investimenti finalizzati alla catalogazione, conservazione e distribuzione dei prodotti trasformati e creati.

(D.M. 18 dicembre 2007: Art. 2, Investimenti ammissibili)

Su questo progetto se ne sono viste e sentite veramente tante, fa sorridere rileggere il lancio della notizia da Punto Informatico: Roma – La bomba è esplosa: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli che potrà portare alla digitalizzazione di massa delle opere librarie, in un’operazione pensata per agevolare i disabili visivi, che si traduce nell’impiego delle nuove tecnologie per la diffusione della cultura. L’Italia è il primo paese al Mondo ad attivare un provvedimento di questo genere.

BUM. Sarà vero? Mah.

Ok, alla fine del percorso quello che è stato realizzato è questo “LIA – Libri Digitali Accessibili“. Ero particolarmente curioso di vedere di cosa si trattasse, perché leggendo gli innumerevoli comunicati stampa e dichiarazioni che si sono succedute negli anni non si capiva molto bene dove si sarebbe andati a parare, così come non aiutava consultare i documenti presenti sul sito di presentazione del progetto. A un certo punto è stato annunciato anche un “Bollino LIA”, che in base a fantomatiche certificazioni dovrebbe attestare l’accessibilità degli ebook proposti sul sito vetrina, come spiegato nella pagina dedicata agli obiettivi del progetto: “garantire che i titoli accessibili siano riconoscibili all’interno dei canali distributivi utilizzati per gli ebook attraverso l’assegnazione di un particolare bollino LIA;”.

Cosa sia e che cosa certifichi il bollino LIA (che ricordiamolo, non ha alcun valore legale o normativo) non è dato di saperlo, da chi venga assegnato e in base a quali criteri nemmeno. Si sa che nel progetto sono coinvolti l’Istituto Cavazza e l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ma questo è tutto. Non sono riuscito a trovare alcuna informazione sui criteri di assegnazione di questo bollino che certifica l’accessibilità degli ebook presentati e quindi non è un dettaglio da poco: dovrebbe distinguere un “normale” ebook da uno creato utilizzando particolari tecniche ed attenzioni finalizzate alla fruizione del libro da parte di non vedenti e ipovedenti, l’unica particolarità che distingue questa vetrina da qualsiasi altro store di ebook online.

In effetti, l’eventuale acquisto sarà eseguito su uno degli store affiliati tramite il carrello di LIA. Bene, facciamo un giro sul sito vetrina, che da progetto dovrebbe “creare la vetrina online LIA, accessibile e integrata con le librerie online tradizionali per consentire ai non vedenti e agli ipovedenti di consultare in autonomia l’intero catalogo dei titoli accessibili e di acquistarli poi attraverso le librerie online collegate;”.

Inutile dirlo, ancora una volta il sito non solo non è a norma 04/2004, e presenta immediatamente delle gravi mancanze. Mi chiedo se davvero qualche ipovedente coinvolto nel progetto abbia testato il sito: alla risoluzione standard di 1024×768 già compare la barra di scorrimento orizzontale, il form di login va fuori schermo. Possibile? Sì, possibile.

Il layout genera la presenza della barra di scorrimento orizzontale a 1024x768.

Il layout genera la presenza della barra di scorrimento orizzontale a 1024×768.

A 800×600 la situazione si fa drammatica e il sito non è più utilizzabile.

A 800x600 il sito è inutilizzabile.

A 800×600 il sito è inutilizzabile. Osservate cosa è successo al menu principale e alle aree laterali.

Com’è possibile che nessuno se ne sia accorto? Francamente non ne ho idea, però mi preoccupa il fatto che chi ha verificato il sito (ma l’avranno verificato?) sia lo stesso che probabilmente verifica i libri e li certifica.

Non aiuta certo la presenza di una inutile pulsantiera per ingrandire e ridurre i caratteri (sfido chiunque a capire quale sia il pulsante su cui fare clic per tornare alla normale dimensione del carattere) e rendere in negativo la pagina. L’effetto a un semplice test “responsive” è esilarante (in realtà, è drammatico che qualcuno abbia messo online un sito così).

Il sito responsive e in modalità lettura facilitata. Occorre un commento?

Test responsive e in modalità lettura facilitata. Occorre un commento?

Dai, sarà una svista, vedrai che dentro è meglio. Ok, proseguiamo la visita. ormai ho capito che per poter usare il sito devo stare oltre i 1024×768 perché sennò si impatacca tutto (certo che è proprio strano, e come faranno tutti quelli che usano tablet e altre periferiche?), vediamo i libri.

Faccio clic sul link del primo libro in questo momento presente in primo piano, Il seggio vacante, per visualizzare la sua scheda. Ah ecco il bollino LIA, “Leggi le caratteristiche di accessibilità del libro”.

Certo che lo faccio. Ma che succede, non riesco a copiare il link? Vediamo il codice. Ah ecco, dei bei <div> annidati, con tanto di attributo title che ripete né più né meno il testo del link. Ma com’è possibile che un sito dedicato a un argomento così delicato ed importante, presentato alla Camera Dei Deputati in pompa magna, realizzato da un centro di eccellenza e blabla sia stato messo online con errori di accessibilità così marchiani ed evidenti? Eppure è lì da vedere. Ok, andiamo a vedere queste caratteristiche, magari almeno quelle… copio/incollo:

Caratteristiche di accessibilità

  • Contiene un indice dei contenuti che permette l’accesso diretto a tutti i capitoli del testo tramite link. I titoli sono identificati come tali per favorire la navigazione.
  • Il contenuto segue un ordine di lettura logico e corretto. I rimandi di nota sono linkati e consentono di accedere alle note e ai siti esterni, se presenti.
  • Immagini, grafici, tabelle (e tutti gli altri contenuti non testuali) hanno una descrizione alternativa breve.
  • Permette l’ingrandimento dei caratteri del testo e la modifica dei colori e dei contrasti per il testo e lo sfondo.
  • Questo eBook è stato certificato accessibile da LIA

Francamente mi sfugge quali siano le caratteristiche di accessibilità. Ci stanno dicendo che un qualsiasi epub validato è un epub che verrebbe “certificato accessibile” da LIA? Perché quelle presentate sono né più né meno le caratteristiche di un qualsiasi epub acquistabile in un qualsiasi store online. Inoltre, dubito fortemente che in questo testo siano presenti Immagini, grafici e tabelle. Mah. Vediamo un altro libro, magari sono stato sfortunato.

Clic su un altro. Orpo, le caratteristiche di accessibilità sono le stesse. Un altro? Uguale. Insomma, per LIA un ebook che contenga un indice, dove il testo segua la stessa sequenza del cartaceo e sia possibile ingrandire il testo e modificare i colori di testo e sfondo è un libro “certificato accessibile LIA”? Ma quelle sono caratteristiche intrinseche del formato epub, non c’è bisogno di certificazioni LIA per questo, basta validare il file.

Proviamo a fare un acquisto. Scelgo un libro, vengo inviato allo store esterno dove è disponibile (per ora sono possibili due sole scelte, mi immagino che diventeranno di più), faccio l’acquisto. Niente di speciale: una normale transazione su uno store online, non c’era certo bisogno di LIA (mi chiedo se sia legale che un sito come LIA mi mandi a fare degli acquisti su siti privati, non sono un avvocato ma chiederò lumi).

Inoltre, nelle schede dei libri di Ultima Books e Book Republic, i due store su cui è possibile effettuare gli acquisti, non compare alcun bollino LIA (perlomeno per questo libro, non so per altri ma immagino sia la stessa cosa).

Però mi viene in mente che ne volevo comprare anche un altro. Torno su LIA, ne scelgo un altro, procedo all’acquisto e mannaggia, il carrello non si è svuotato dall’acquisto precedente e così ora ho due copie dello stesso libro. Incredibile ma vero. Avete provato a usare quel carrello con uno screen reader? Uhm, penso di no. Sembra proprio che il sito non sia stato affatto verificato, addirittura il testo sotto al pulsante Acquista non è leggibile, va fuori dallo schermo.

Inspiegabilmente il testo sotto al pulsante Acquista non è leggibile.

Inspiegabilmente il testo sotto al pulsante Acquista non è leggibile.

Ma no dai, non è possibile. Per ora passo e chiudo, ne riparleremo. Alcuni amici non vedenti e ipovedenti stanno facendo un vero test sul sito, prossimamente su questi schermi. Per chi si occupa un po’ di Web, è evidente che si tratta di un sito realizzato in maniera come dire, grossolana e non certo definibile come accessibile (trattandosi di un sito realizzato con finanziamento pubblico, è soggetto alla 04/2004).

Se questa è la vetrina, figuriamoci il resto. La cosa che fa maggiormente arrabbiare, perlomeno a me, è lo stridente contrasto che risulta fra la pagina celebrativa “Dicono di noi” sul sito del progetto e gli scadenti risultati resi pubblici a oggi. Quelli presentati per il sito sono difetti facilmente riscontrabili e facili da correggere. Ce ne sono anche altri, ne parleremo in seguito, ma lascia molti dubbi l’intera infrastruttura di cui è difficile comprendere contorni ed obiettivi.

Tante chiacchiere, pochissimi fatti. Già sentito, vero?

 

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16 pensieri su “LIA, Libri Italiani Accessibili

  1. Io sul discorso ipovedenti non mi esprimo
    essendo cieca assoluta, non posso parlare.
    Posso però dire che ci sono delle persone competenti, che lavorano al sito del progetto e che tante cose -compreso il discorso del carrello- verranno sistemate. Certo è però, che se lo presentavano come servizio ancora in beta (come i sistemi operativi!) noi ci si arrabbiava sicuramente di meno.
    Ma, posso parlare per me, a indispormi maggiormente sono stati i media e i politici che hanno abbaiato parecchio, vantandosi di aver messo al mondo il nuovo leonardo da vinci quando in realtà quello presentato è un lattante di pochi giorni che quindi non può sapere assolutamente nulla dell’arte. Penso di rendere l’idea.
    Ecco: se le cose venissero mediaticamente presentate per quello che sono, forse forse, tutto si ridimensionerebbe. L’entusiasmo, e anche le critiche!
    Il discorso di creare uno standard, che se esiste bisogna normativizzarlo e creare degli organi di certificazione veri, è valido. Io penso non tanto per i libri di testo, i romanzi per capirsi. Ma soprattutto la manualistica.
    Se io per esempio mi compro un paio di cuffie, voglio poter capire soltanto leggendo, che il tasto posizionato sul padiglione destro serve per il volume e quello sul sinistro per accenderle. O no?
    Per cui, facciamo l’esempio, “tasto del volume si trova sul padiglione destro a ore 3”
    oppure “tasto play è il tasto rotondo in alto a destra del telecomando”
    per il resto siamo d’accordo che indice, ordine logico, segnalibri, capacità di ricercare testo, dimensione carattere e note, sono caratteristiche che dovrebbero esserci in qualsiasi libro senza che abbia nomi e sigle strane.
    A me quello che ha fatto accapponare di più la pelle, è stato altro. Che, specifichiamo, non è neanche colpa del progetto LIA in se stesso, ma degli editori, o meglio, delle condizioni di vendita che pongono alle librerie in internet.
    Personalmente, da un paio di anni a questa parte, sono sempre stata contenta di aver finalmente trovato il modo di acquistarmi e leggermi i libri legalmente, grazie a iPhone. Una volta solo tramite ibooks, l’app di apple, ora anche tramite kindle, e in qualche modo anche google play, con la differenza che però questi ultimi 2, devi acquistare i libri dal sito web perché apple non consente l’acquisto direttamente dall’applicazione.
    E in pratica, li puoi leggere solo dal dispositivo perché i libri comprati su ibookstore da windows non sono gestibili …da mac ibooks sarà integrato nel nuovo sistema operativo quindi il problema potrebbe non porsi più.
    Quelli di amazon sono leggibili anche da computer ma le applicazioni amazon per desktop non sono accessibili!
    E questo è sempre un problema, un interrogativo, che ho posto: perché tu azienda devi decidere con cosa devo leggere il libro e con cosa no?
    Ecco: per come veniva descritto il progetto LIA, sembrava che anche quest’ultima barriera venisse aperta: libri accessibili, per quel che mi riguarda, significa libri a cui posso accedere. Ma non con quel che decidi tu, bensì con quel che decido io! Sembrava che, solo ai ciechi e ipovedenti, fosse aperta la strada …tipo invio del certificato di invalidità o cose del genere.
    Invece per fortuna non ho dovuto fare burocrazia ed ero già operativa in pochi secondi dopo essermi registrata
    Il problema si è posto dopo. Non conoscendo le librerie on line ho detto, OK. una vale l’altra.
    Ultimabooks o book republic, ho provato per prima ultimabooks e mi sono comprata un libro
    mi fanno scaricare un file ACSM, Adobe Content Server Manager o qualcosa del genere, che non è il libro ma è la licenza per poterlo scaricare …questo lo ho scoperto dopo.
    Licenza adobe, per cui, per poter usare i libri LIA ho dovuto crearmi non uno ,ma tre account: prima sul sito di LIA, poi sulla libreria on line e dulcis in fundo su adobe!
    Su computer, adobe digital edition funziona e mi fa leggere i libri, anche se su mac qualche problema me lo dà.
    su iPhone? niente
    c’è bluefire reader ma non è accessibile a voiceover, io ho chiesto al supporto di bluefire e mi hanno detto che voiceover è nei loro piani di implementazione ma non sanno darmi una data. e grazie al c… a me serve leggere adesso non fra mortetempo!
    E quindi cosa è cambiato? NIENTE
    se comprando su apple e kindle posso leggerli su iPhone ma non sul computer, comprandoli sulle librerie partner di LIA ho il risultato opposto. leggo sul computer e non sul dispositivo mobile!

    Per cui siamo allo stesso punto di prima: non puoi dirmi che sono libri accessibili, ma fruibili! E soprattutto, indicami la scelta! Dimmelo prima! Vuoi leggere con il computer? Comprali qui. Vuoi altro? Comprali là! Io ho la tremenda sensazione che i tester e produttori del progetto LIA ci mettano tutta la loro volontà ma che gli editori in realtà non sappiano. gli basta che il prodotto sia accessibile da computer perché credono che i ciechi usano solo quello. Mi spiace tanto ma non è più così!

  2. Grazie del tuo commento Elena. Io non lo so se al sito lavorano persone competenti, né è importante che lo sappia: posso solo parlare di quello che si vede oggi, e di come è stato fatto, e la competenza di queste persone non si vede.
    Concordo, era meglio meno strombazzamento e magari un test reale prima di mettere una cosa del genere online.
    In ogni caso, su LIA puoi comprare solo epub. Kindle e iBooks niente, quindi il problema non si pone proprio.

  3. Ammetto la mia ignoranza relativa al progetto LIA che ho conosciuto da poco e per caso. E poco so di strombazzamenti politici, che francamente poco mi interessano.
    Resta il fatto che la ritendo un’iniziativa lodevole.

    Vorrei fare qualche considerazione in merito al suo posto e al suo commento.
    Interessante il concetto “non è importante che io lo sappia”. L’importante è quindi solo criticare, senza sapere nè chi nè cosa si critica, anzi, in qualche modo offendendo il lavoro di persone che nemmeno conosce?
    Visto che a quanto lei dice è un grande esperto (almeno in teoria, nella pratica non è dato saperlo) non potrebbe essere più costruttivo e dare una mano a queste persone?
    Sarebbe sicuramente più utile per tutti.

  4. @Anna, francamente sì, non mi può interessare di meno chi abbia realizzato questo sito, non è una cosa personale di Mario o Ernesto o vai a sapere chi.
    Se questo è il lavoro che è stato prodotto sono io l’offeso come utente e come contribuente, visto che il progetto è finanziato con fondi pubblici, e no, non faccio lavoro di debug gratuito, ho già dato.
    Di iniziative lodevoli e/o meno siamo saturi, sarebbe bello se oltre che lodevoli fossero anche utili e funzionanti, soprattutto quando costano tre milioni di euro e creano aspettative così elevate in chi ne avrebbe bisogno.

  5. Ribadisco che criticare senza conoscere è offensivo nei confronti delle persone che hanno lavorato, che credo abbiano messo il loro impegno. Solo chi fa può sbagliare, e criticare è infinitamente più facile che fare, nonchè limitarsi a parlare invece che agire è esattamente come quei politici che tanto strombazzano e poco/nulla fanno. Si sta ponendo sullo stesso piano.
    Se poi siano stati spesi 3 milioni di euro, cosa che prendo per buona, immagino che dietro ci sia anche altro lavoro. Se poi vogliamo fare i qualunquisti e populisti, allora meglio non iniziare nemmeno il discorso.
    Se poi, come mi par di capire, ci sia dell’astio personale nei confronti di alcune iniziative, sono cose che non mi riguardano.

    Venendo ad alcune osservazioni puntuali al suo post, non volendo per la mia limitata conoscenza parlare di aspetti legati al sito web, mi limito ad una considerazione su “Caratteristiche di accessibilità”. Lei scrive che
    “Ci stanno dicendo che un qualsiasi epub validato è un epub che verrebbe “certificato accessibile” da LIA? Perché quelle presentate sono né più né meno le caratteristiche di un qualsiasi epub acquistabile in un qualsiasi store online.”

    Per curiosità mi sono guardata alcuni libri digitali provenienti da librerie on-line. In alcuni casi mi è bastato aprire la copertina per scoprire che in alcuni casi già l’immagine presente non è corredata da descrizione alternativa. Siamo proprio sicuri, come scrive, che tutti gli epub validati siano automaticamente accessibili? Siamo sicuri che non sia necessario un ulteriore processo di verifica dell’accessibilità oltre alla tradizionale validazione?

  6. Francamente non capisco cosa dovrebbe cambiare per il fatto o meno di conoscere le persone che hanno materialmente realizzato il sito. Cosa cambia? Conoscerne l’anagrafica cambia la qualità del sito pubblicato?
    Questa e le considerazioni sulla mia persona sono solo argomenti pretestuosi per aprire discussioni inutili, che nulla hanno a che fare con l’argomento. Insomma, un certo riconoscibile stile trollistico… restiamo sul pezzo, come si dice, il resto è fuffa.
    Che sia necessario un ulteriore processo di verifica ne sono più che certo, nessuno strumento automatico potrà mai “certificare” che anche in presenza di testo alternativo quel testo sia significativo, considerando l’esempio dell’immagine (per quanto riguarda il testo alternativo per la copertina, ne potremmo discutere a lungo. Si tratta in genere di un’immagine decorativa, quindi da specifiche il testo alternativo non dovrebbe essere presente. Inoltre, quella precisa pagina e l’immagine sono già dotate di semantica strutturale.).
    Io non ho mai scritto che gli epub validati sono automaticamente accessibili, dove l’ha letto?

  7. Quindi lei può criticare altre persone, ma criticare lei corrisponde ad essere troll? Ok, chiudo qui, da parte mia, la discussione su questo punto.
    Per quanto riguarda l’ultima domanda da lei posta, mi riferivo a questa sua frase:
    “Ci stanno dicendo che un qualsiasi epub validato è un epub che verrebbe “certificato accessibile” da LIA? Perché quelle presentate sono né più né meno le caratteristiche di un qualsiasi epub acquistabile in un qualsiasi store online.”
    Ho male interpretato?
    La copertina era solo un esempio, ovviamente anche le altre immagini nei libri a cui mi riferivo non hanno un testo alternativo. E questo è un controllo sicuramente automatizzabile. sulla significatività di quanto c’è scritto è chiaro che ci si avventura in tutt’altri problemi.

  8. Sono programmatore, faccio questo lavoro da tanti anni e ne ho viste di tutti i colori, non amo criticare i colleghi che siano amici o perfetti sconosciuti, ma qui abbiamo un prodotto assolutamente scarso, realizzato con cura minima e utilizzando un framework opensource, a proposito i crediti a drupal che fine hanno fatto?
    Semplicemente il sito è brutto, non funziona, non è al passo coi tempi, un sito del genere andava bene 10 anni fa, se poi mi sposto su progettolia.it e leggo il dicono di noi, mi viene solo voglia di vomitare.

  9. Quindi uesti hanno speso quasi tre milioni di euro di denaro pubblico, finalizzato all’editoria accessibile, per creare un sito con un open source che ammesso sia accessibile ai non vedenti fa paura ai vedenti e che, soprattutto, è solo un localizzatore che fa acquistare normalissimi epub che comunque sono acquistabili dai rispettivi store?
    Se è così, e pare proprio che lo sia, qualche testa deve cadere.

  10. Non so Noa, mi chiedo anche io, non ho notizie in più di quelle pubbliche. Mettere a posto un problema di CSS ci vuole un attimo, non è certo quello il nocciolo della questione. Ma, e tutto il resto? E come mai qualcosa di così grossolano è andato online come vetrina del progetto?

  11. Mandare online una roba come quella, sapendo oltretutto di avere i riflettori puntati addosso, denota cialtroneria a più livelli.
    Per tutto il resto, quindi, non oso immaginare.
    trasformare il catalogo in epub è una scelta obbligata per tutti gli editori che non vogliono restare fuori dal mercato, un investimento aziendale come un altro che non giustifica un finanziamento pubblico. Se questi soldi fossero almeno serviti a incentivare gli editori a creare scrupolosamente file accessibili, ripagando specificatamente quella parte di costi (tendente allo zero, tra l’altro), avrebbe senso e sarebbe coerente con lo scopo dichiarato: “LIA ha lo scopo di aumentare la disponibilità sul mercato di prodotti editoriali accessibili…”.
    Ma se così fosse non avremmo solo 2500 titoli, dopo tutti questi anni oltretutto, neppure se il finanziamento avesse coperto totalmente (e non sarebbe giusto, ovviamente) i costi di conversione del testo.
    Quindi dove siano finiti ‘sti soldi è un mistero.

  12. Per quanto riguarda il progetto LIA, questo è il progetto che ha vinto il bando di gara del Ministero (credo nel 2008) che doveva prevedere la pubblicazione di almeno 3000 libri all’anno in formato accessibile, e per formato accessibile si parlava esplicitamente di “braille, audiolibri e libri a caratteri ingranditi” ( http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda105-2287-2010.11.8/SCHEDALIA.pdf?IDUNI=3643)
    Una volta vinta la gara, chissà come di queste tre tipologie di accessibilità se ne è persa traccia, ed il progetto LIA sembra essersi ridimensionato ad un semplice bollino da apporsi a dei semplici EPUB peraltro già reperibili nei negozi di eBook “normali“.
    Penso che il Ministero debba interrogarsi sulla faccenda chiedendosi se veramente quei milioni di Euro siano stati spesi bene, o se piuttosto si poteva ottenere lo stesso risultato promulgando una legge che imponesse ad Editori e a negozi online di eBook di produrre e distribuire libri con determinate caratteristiche di accessibilità.

    Luke

  13. sto ancora ridendo a piena pancia su quello che ha scritto questo signore, ma non rido perchè lui abbia dimostrato di essere un pagliaccio, anzi, rido per la parte inversa! lui sta dimostrando che gli altri, gli inventori di questa macchina burocratica che mangia solo soldi e carburante per non andare da nessuna parte, non ha mai fatto un tubo!
    rido quando lui dice: ma nessuno ha mai sperimentato di visionare questo sito?
    io rispondo, peccato che non vi è un contatore accessi perchè altrimenti è come a dire di andare a giocare alla cieca proprio.
    ragazzi, datevi una spinta e vedrete che la carriola partirà.
    cordiali saluti
    sellin e gli amici della foresta

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